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Maternità

Uscire così, con una follia o un errore

INVECE SARAH NON PIANGE, SARAH NON DICE

 

Voleva una ciocca di capelli colorata: lilla, dice. Solo che la parrucchiera il lilla non ce l’aveva.
– Me la procuro.

Per il suo compleanno ho portato Sarah dal parrucchiere. Lei e io, la prima volta che facciamo una cosa da donne, da grandi.

Zoppica. Ha cominciato quest’abitudine per i suoi fastidi, s’affianca a tic che vanno e vengono, le dita delle mani sono tutte sbucciate, le gratta con le unghie, senza nemmeno accorgersi. Si accorge quando ormai punte di sangue come spilli fanno il giro del dito. Oppure passa la lingua tra i denti, come quelle pubblicità per dentifrici miracolosi.

Quando arriviamo, il negozio è una rassegna fitta di chiome grigie. Chi sotto il casco, chi decapitato da quei lavelli scomodi. Ci fanno aspettare, lei ha portato la sua bambola nuova, la sveste, la veste di nuovo, poi s’annoia.
Quando finalmente la chiamano si lascia fare senza timori, Manuela le decolora la ciocca su cui andrà il lilla. Io non vedo niente, ho tolto gli occhiali e resto nella mia nebbia miope coi capelli già bagnati in attesa del taglio.

Passano discorsi. Si ritrovano, le vecchie signore di un martedì mattina, come in un circolo di bridge, come al mercato, le bancarelle delle confessioni.

Patrick ci ha fatto un mazzo così, ma non è giusto che lei sta a casa! Nascere in agosto è un impedimento che non te lo smacchi più. Pensa che io sono nata a Natale, gli ho detto inutilmente. E poi c’era la sfilata per acquistare tovagliolini speciali per la merenda con l’amichetta, palline d’argento per decorare la torta, palloncini. Il parrucchiere è la sola sfida che resta sicura, non ha domandato una sessione estetica anche lui. D’altronde, quando finalmente colorano Sarah, impareremo gli inestetismi della bellezza.

Manuela spennella il lilla, lo avvolge nella stagnola, spennella di nuovo. Intanto un cane è entrato e ciondola tra i nostri piedi, va a sniffare le ciocche cadute di altre clienti.
Quando alla fine del tempo di posa apriamo la confezione, lo capisco subito: il lilla è lilla sulla cute, la radice dei capelli invece è un turchese slavato, sembra quelle ragazze per strada, quelle che stanno col culo a terra a implorare due soldi.

– Ma è verde!…

Sarah rimane immobile, Manuela non si capacita. Io odio il verde.

Spoglia quella ciocca malata, ma no dai, ma sì invece.

Due ore dal parrucchiere per una ciocca verde acqua.
Segue una processione di “eppure…”, io sono ferma negli occhi di mia figlia, cerco se le diventano lucidi. Perché

a ogni bambina, prima o poi, gli occhi si sono sciolti in lacrime ingovernabili per una capigliatura sbagliata.

– Ti piace lo stesso?

Sarah bascula la mano nel segno incerto del così così.

Le nonne se ne sono andate, siamo rimaste noi, con quella bandiera verde.

– E no, la rifacciamo. La carico di più.
Manuela con la scopa già in mano, Manuela che il negozio chiude ma vuole riscattarsi. Non si scusa, si giustifica, abbiamo letto il flacone, ha fatto tutto giusto. Cazzo se becco il produttore, dico.

– Te la sciacquo io, state qui. Se no gliela lavi tu, ma come fate ad andare a casa così?

Prova a nascondere quella lingua di stagnola che spicca come un pannello solare. Dice se no vi porto a casa in macchina. Ma no, siamo qui dietro.

Invece Sarah non piange, Sarah non dice. Le chiedo se si vergogna ad andare a casa così, con l’alluminio in testa e tre becchi d’oca.

– No.

Le punto tre baci, mi dispiaccio più di lei.

– È un ottimo esercizio, dovremmo farlo tutti.
– Cosa?

– Uscire così, con una follia o un errore. Imparare a non avere paura dei giudizi degli altri.

Lei ha sorriso. Zoppica ancora, non si vergogna neanche di quello.

 

Backstage

La ciocca non sarà mai lilla, quando la lavo a casa è un po’ più accesa: è turchese. Però le sta bene, va a cercare gli occhi della stessa nuance.

Qualcosa di nuovo?
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Commenti 4

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      Maddalena

      Non so se sia così sicura di sé: è proprio questo contrasto tra certe apparenti sicurezze e altre “ingombranti” fragilità che la rende così misteriosa. Ma anche speciale.

  1. Mamma avvocato

    E comunque, io il verde lo amo ma solo nei prati, non.addosso o in testa, però il turchese e un’altra tinta e mi piace molto. Secondoe ci ha guadagnato, rispetto al lilla .

    1. Post
      Author
      Maddalena

      Ah, neanche tu ami il verde? 🙂 Mio marito sostiene che il turchese è uscito perché non è stata decolorata abbastanza la ciocca, che infatti prima del colore appariva giallo canarino. Se tanto mi dà tanto giallo+lilla azzurrognolo=turchese/verde acqua. Non è un esperto di tinture ma direi che ha ragione! Comunque anche a me piace, il guaio è che appena si scolora tende di nuovo a quel verde slavato spiacevole.

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