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I beffardiMaternità

Un libro dei piccoli, quando lo legge un grande

Il fatato, dolcissimo mondo dei bambini!… Allora, c’è questo libro della serie di Giulio Coniglio, Isabelle l’ha portato a casa dalla biblioteca dell’asilo. Sono sempre impaziente il mercoledì, la vado a prendere e glielo domando: “Allora, hai preso il libro in biblioteca?”, pur sapendo che ovviamente sì, l’ha preso. “E dov’è, nell’armadietto?”, pur sapendo che ovviamente sì, è nell’armadietto.

La storia è semplice: la gallina Gabriella ha covato e adesso nascono i pulcini.

È sempre apprezzabile come narriamo le cose ai piccoli e, tuttavia, leggendo questo, non manco di ridere ogni volta.

Allora vediamolo insieme, reinterpretato dal filtro adulto.

  • Scena 1: Giulio e Ignazio (l’istrice) passeggiano nel bosco. Improvvisamente vedono Gigi Galletto che corre a casa da sua moglie perché stanno per nascere i pulcini: io, se mio marito fosse stato a spasso nel bosco al momento del travaglio, ora sarei una mamma single.
  • Scena 2: vedendolo correre, Giulio e Ignazio si accodano: “Aspetta, veniamo anche noi!”. Ma ti pare? Nella realtà in Gran Bretagna avevano iniziato questa moda degli amici in sala parto: serve che dica la mia?
  • Scena 3: stanno tutti a vedere.
  • Scena 4: nascono i due pulcini, un maschio e una femmina. Isabelle identifica immediatamente l’uno e l’altro: “Sì, mamma, questo è il maschio perché ha la pancia”.
  • Scena 5: dopo averli nutriti con un biberon a base di chicchi dall’uscita improbabile, è ora di nanna! I piccoli, ciuccio-dotati, dormono all’istante nella loro cullina: fantascienza.
  • Scena 6: la buona novella corre nel bosco e altri amici accorrono. Spezziamo una lancia a favore della comunicazione tradizionale, qui non ci sono telefoni e whatsapp ma l’Oca Caterina e il Topo Tommaso arrivano in un batter d’occhio. Evviva – verrebbe da dire -: altri ospiti! Giustamente appena i cuccioli si sono addormentati. Il sogno di ogni neomamma.
  • Scena 7: il brindisi. Freschi come appena usciti dal bucato, gallo e gallina festeggiano con gli amici, alzano calici di limonata (a sto punto ci vorrebbe un Daiquiri, tanto più che non allatti), e logicamente i pulcini dormono imperterriti.
  • Scena 8: è tardi, gli amici si congedano. E direi.
  • Finale: finalmente i due neogenitori vanno a dormire. A dormire?! Seeeee, come no. I pulcini ronfano, gallo e gallina si addormentano immediatamente. Il massimo del surreale.

L’altro giorno mi è balenata l’idea (nel senso stretto di “concetto teorico”) di un altro figlio, cosa forse più improbabile della gallina Gabriella. Il bello è che, proprio in quel mentre, Isabelle mi salta fuori dicendo che vorrebbe un fratellino.

“Amore, ormai la mamma è vecchia. E poi chi lo tiene di notte quando si sveglia?”
“Il papà.”
“E di giorno? Siete tutti a scuola.”
“Ma no, facciamo così: quando sono a casa, io lo tieno.”

Che a sto punto, vista la storia, non suona nemmeno così irrealistico.

 

Nicoletta Costa, Giulio Coniglio e i pulcini, Franco Cosimo Panini, 2006

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      Maddalena Capra Lebout

      Cara Diana, facessi un figlio adesso, è facile che uscirebbe con tutti i cromosomi difettosi, vista la mia età. E se non uscissero quelli, usciremmo comunque noi di testa! Ma grazie dell’offerta! :*

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