Maternità

La dura vita dei bambini

Io tutte queste cose non è mica che le vivo leggero perché sono un bambino. Voi credete che sono di gomma, che rimbalzo sempre. Che la vostra vita è ben più dura perché avete quella cosa che noi non abbiamo. Com’è già che si chiama? «Responsabilità».
I bambini pensate vivano felici perché non ne hanno.

Maternità

L’importanza di partire

L’uovo non c’è più. Mio figlio è partito. Noi, invece, ci siamo sempre. E quel trafficare domenica pur di farlo partire è un trafficare eterno, è tangenziali e strade nel cuore. Dove niente è mai rotto senza rimedio.

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Mi piacerebbe dirti

Mi piacerebbe dirti che sarà sempre la scelta migliore, che era come te l’eri immaginato. Che gli imprevisti sono solo occasioni impacciate. Ma la maternità non funziona così: funziona che basta uno sterminio di didò e quel pomeriggio ti sembra un affronto. E poi magari cavalchi una malattia e una stanza d’ospedale con un sorriso senza pari. Funziona che un’altra al posto tuo, che molte, che tutte: sarebbero riuscite e tu no. Funziona che nessuna al posto tuo ce l’avrebbe fatta: e tu sì.

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I bisogni dei figli

Quando la sera leggo un libro a Patrick gli prendo la mano. Non lo faccio apposta, né lo faccio spontaneamente. È un gesto che viene, zoppicando.
“Tu hai paura che la rifiuti. Invece magari ne ha una voglia matta – mi dico. – Che ne sai, dei bisogni di Patrick, dei tuoi figli? Conosci a malapena i tuoi.”

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Le mamme finiscono in “ingo”

– SPINGO: ho spinto nel parto, per darti alla luce. Ti spingo sull’altalena, a giocare, a fare, scoprire. A sognare, desiderare. A essere: quello che sarai.
– DIPINGO: principesse e castelli sulla carta ma anche facce tristi o incacchiate nel purè. Felici non le chiedi, perché lo sei già tu.
– ATTINGO: a tutte le mie forze mentali e fisiche, per rispondere al tuo imprevisto infinito. E sono fortunata che mi hai aperto dentro un pozzo come una sorgente, e che quell’acqua non si esaurisce mai.

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Se ti dico TVB ogni giorno

Io lo so che sbatterai porte. Che mi perderai di vista. Ti ribellerai stretto tra un mondo che ancora non ti appartiene e una madre che non ti appartiene più.
L’altra sera, non so di cosa parlavamo, hai detto serafico “guarda che io mi staccherò da te!”
Chi te l’ha messa, quella cosa in testa?

Maternità

L’amore a pennarello

Adesso immagino che dovrei giocare con loro.
Ho messo a letto la piccola con grandi fatiche, programmato una simpatica gita dalla pediatra che dichiarerà l’ennesima otite a tre sole settimane dalla precedente. Fatto un giro di chiamate per trovare chi mi tenesse Patrick e Sarah ed evitare di caricarmeli anche loro verso la terra dei batteri. Tracannato un caffè disturbato dalla…