Maternità

Il prima e il dopo

Non so se esista un nome, per quell’emozione di paura che non teme e che, pure, pare vibrare nello stesso modo di un piccolo spavento. Il disagio che proviamo quando un luogo non ci somiglia, non suona accogliente a qualche anfratto di noi che la ragione non comprende

Altre Verità

À la française

I bambini li abbiamo caricati senza nemmeno accorgerci, hanno fatto il pieno di carburante, c’è tanto di tutto, le imposte che anziché fuori sono dentro, sono separé per nascondersi: Isabelle, siediti, mangia! Sbucano solo i piedi, il purè è rimasto nel piatto. Le scale si fanno col sedere, alla decima rampa un paio di brache è già bucato: adesso ci puoi fare il fantasma fucsia, ci metti la testa, l’elastico in fronte, poi guardi dai due grossi buchi. Si salta da un divano all’altro, si buttano peluche da sopra, dal soppalco, si gioca al camoscio a quattro zampe, si freme