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Altre Verità

Quando un (buon) libro finisce

Poche parole, mezza frase… punto. Il libro è finito.
Adesso stai lì, l’hai chiuso come pesasse, come fosse di sasso. Ciondola tra le dita, hai l’occhio fermo sul dorso, il suo titolo galleggia.
Ci sei dentro anche tu, ci sono le tue ore, le volte che hai lasciato squillare il telefono, le cene preparate in fretta, i bambini che chiamano. C’è dentro il tempo che gli hai dato e c’è il tempo che ti ha dato. C’è quello che è successo lì dentro e che è accaduto fuori. C’è che adesso vi somigliate un po’, perché un libro somiglia sempre a chi lo legge e chi legge finisce col somigliargli un po’, come due che si annusano, prima, e poi si amano.

Maternità

Quando abbiamo imparato a ridere

Sarah mi porta il libro di Tonino sognatore, un cubotto con le pagine spesse di cartone, stretto e già piccolo nelle sue mani che crescono: legge con me – ha deciso –, balza sulla coperta blu del lettone, mi viene accanto in questo nostro appuntamento per la buona notte.
“Pimpa e il fungo sognatore”: il fungo sorride sulla copertina, la Pimpa l’osserva con la solita lingua fuori, i pois rossi, le orecchie lunghe…