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Maternità

Se adesso Bea piangesse

Se la smettessimo di muoverci con il bianchetto emotivo per cui solo qualcosa, di quel grande mondo che sono, è consentito e accettabile.
Se adesso Bea piangesse liberamente, se sua madre dicesse che va bene così, che gli altri sorridono e presto sorriderà anche lei.

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Maternità

La mia fragilità

Il Comune non ha dato l’agibilità per la maggior parte del cortile. Le educatrici aggiungono altri veti. Il Comune doveva ritenere non idoneo non il giardino ma la struttura: una struttura dove non si può stare fuori non è idonea per un campo estivo.

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Maternità

Il cielo da una bocca di lupo

Ai miei tempi erano pochi gli sfigati che restavano a scuola fino alle 4 e mezzo, il famigerato doposcuola dei figli di madri lavoratrici. Però facevano i compiti. E uscivano in cortile. E quando tornavano a casa potevano giocare. Adesso no. Adesso siamo attenti a tutto. Tutto a misura di bambino. Però poi gli diamo un orario lavorativo (non certo a misura di bambino), i compiti la sera. E nessuno dice niente.
Gli togliamo il giardino, gli vietiamo di scatenarsi. Otto ore di scuola e il gioco libero è il giro dell’oca, seduti. La raccolta dei Cucciolotti.
Vogliamo i figli cavia, i criceti nella gabbietta.