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Altre Verità

Quante cose meriti?

Fare la vittima riscuote sempre successo. Trovi ogni volta qualcuno che ascolta, perché checché se ne dica l’essere umano è fondamentalmente empatico. E se poi gli lasci parola allora si crea un festino, quello che qualcuno chiama “pity-party”.
Per questo, seppur con ironia, spesso sbandiero la mia infelice data di nascita: 25 dicembre. E poi m’incazzo con chi dice “be’ io il 22”, “ti capisco, io il 24…”. Perché no: non è lo stesso.
 
E se fare la vittima non è nobile, io penso che solo lamentandoti, poi vai oltre. Se vuoi.
Perché se sei nato esattamente il giorno di Natale, non hai il tuo giorno.
Non importa che ti facciano la torta, né quanti regali ricevi, né in quanti (pochi) si ricordino di farti gli auguri.
 
Quello che importa è che: SARAI SEMPRE SECONDO A QUALCUNO.
 
Vero, fin da bambino potevi pensare “che bello, c’è sia Natale, sia il mio compleanno!”, ma non credo di averlo mai pensato.
Io credo di aver sempre visto che gli altri avevano un giorno tutto loro. Un giorno in cui ti alzavi e dicevi “oggi è il compleanno di…”. Quando arrivava il mio, di compleanno, la gente, tutta, anche i fratelli, si alzavano dicendo “oggi è Natale”.
I miei genitori sono sempre stati premurosi nel farmi i miei auguri personali prima di quelli pubblici, e adesso, ormai, anche i miei fratelli danno priorità al mio compleanno. Crescendo, mentre il vecchio canuto perde i colpi e la priorità, anche qualche parente mi scrive Buon compleanno prima che Buon Natale.
 
Ma qualcosa rimane sempre. E si chiama pudore, fatica a concedersi il protagonismo.
Prima Sarah mi ha detto “abbiamo sei regali, per te”.
“Davvero?”
Io, quando dico “davvero?” ho il pudore che mi disegna sei, sette, al massimo dieci anni negli occhi e nel cuore. Si fa presto a capire che in qualche modo pensiamo di non meritare.
Perché ci hanno insegnato a essere gentili con tutti. Ma non con noi stessi. A fare gli auguri, più che a riceverli. A ringraziare chiunque, meno noi stessi.
 
Allora, stasera, cerco di dire: in effetti, me li merito, quei regali.
E anche gli auguri speciali.
E anche i baci.
E chissà quante altre meraviglie.
 
E forse, se non compissi gli anni il 25, non avrei occasione di fermarmi a notare quanto spesso: crediamo di non meritare.
 
Perciò vi lascio con questa domanda:
QUANTE COSE MERAVIGLIOSE, MERITATE?
 
Baci,
Pensieri rotondi

[Photo by Annie Spratt on Unsplash]

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: a caso, quando capita, una vetrina degli ultimi post!

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