Altre Verità

Milioni di individui vivono una clausura impegnativa, e nessuno la racconta

Tutti documentano lo strazio negli ospedali, i corpi rovesciati in bare frettolose, i camion dell’esercito sgomberano con urgenza gli ospedali di Bergamo. Alcuni fotografano città purificate dalle masse, anatre alle fontane di Roma. Qualcuno lancia due idee per come spendere il tempo in casa. Ma nessuno documenta la verità difficile di questa reclusione, che riguarda, seppur meno grave del dramma, ben più persone.

Milioni di individui vivono una clausura impegnativa, e nessuno la racconta. Io sto iniziando a farlo, ma molti si nascondono dietro un buonismo forse dettato dalla paura e argomentano: «Meglio così che malati, io mi tengo stretti questi giorni». Tutti hanno questo timore reverenziale, che se ti lamenti di stare in casa poi viene la morte e ti bracca. Poi toccherà a te.

Io, come ormai avrete intuito, lotto strenuamente per il diritto emotivo. Diritto emotivo non significa rinnegare la tragedia: significa smettere di rinnegare la nostra parte emotiva. Che è fatta di spicchi di sole alle finestre, di corpi chiusi sempre nelle stesse stanze, di preadolescenti insofferenti, di bambini che non vedono i loro compagni di asilo da cinque settimane. Di genitori che lavorano in qualche modo o non possono lavorare affatto, di madri che si ritrovano improvvisamente, e senza sconti, a dimenticare la loro dimensione di donne e individui al di là della maternità, magari dopo anni di dedizione ai figli. Tutto questo sembra brutto dirlo, perché sembra di fare un torto a chi sta davvero male. Come se una cosa escludesse l’altra, come se raccontare il nostro disagio fosse mancanza di rispetto. In effetti, lo è: manchiamo di rispetto a noi stessi, a tacere questa realtà. Che è

una realtà di fortunati, una realtà con molti momenti preziosi e che vale la pena ricordare. Ma è, anche, una realtà difficile. Perché il rischio di non farlo è lasciarsi cogliere da una rabbia via via crescente, che sputa, fuori, quello che non sappiamo riconoscere dentro.

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: a caso, quando capita, una vetrina degli ultimi post!

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