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L’ ANTI-pasto

Il pranzo fuori casa, a portata di casa!
• Si mangia ovunque, anche in piedi.
• Possibile la formula eat&dance per la quale il padre dispone apposito Mac su canale youtube con musica continua.
• Altre possibili varianti alla noia prandiale: nuoto in piscina sgonfia ma comunque dotata di acqua (il bello della montagna è che puoi comunque fare il bagno, mentre difficilmente chi è in spiaggia può fare trekking). Badminton, qui rinominato volano o piumino per non dare troppo sfoggio del nostro lusso acquisito.

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4 brevi pensieri pasquali

“C’è solo da sperare che Patrick abbia un uovo commestibile” è il primo pensiero che mi viene in mente riempiendomi le braccia coi lavoretti pasquali di Sarah all’uscita della materna ore 16.21, dove campeggiano nell’ordine: un coniglio di pelo su carta, una girandola che lei sostiene con vigore non essere sua (“Sì perché io non avevo disegnato la farfalla qui” addita una delle braccia non girevoli del cartoncino sostenuto da un bastoncino dove, pare, hanno dunque apposto il nome Sarah prendendolo per suo), e un pulcino di plastica con un vasetto dove sono stati adagiati con cura non 3 ma ahimè 2 ovetti di cioccolato.
Porca vacca c’è un uovo ma non è di cioccolata: il secondo pensiero.

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I beffardiMaternità

Il sonno dei bambini è più misterioso dei calzini scompagnati in lavatrice

Gli errori si pagano, dicono. Be’: anche le vacanze.
Va messo in conto: anche se la casa delle vacanze è gentilmente offerta dai nonni, anche se non ci sbattiamo a portarvi sulle piste, anche se i costi si limitano a benzina, caselli e qualche pasto fuori, il vero conto lo presenta la piccola (sì, tu), in termini di improvvisa intolleranza alla posizione supina. Che quasi quasi un pensierino ce lo fai: meglio una vacanza in montagna senza più dormire, o dormire senza più partire?

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I beffardi

Francesitudini

Mentre le vacanze si allontanano come le buone intenzioni – ancor più rapidamente fugate da qualche spiacevole novità – ecco quello che ho imparato in due settimane in Alta Savoia.
• Si dice Bonjour anche alle sette di sera (forse vale per il giorno dopo?)
• Divieto d’accesso “sauf riverains” non vuol dire, come si sarebbe portati a pensare, “salvo riverenze” (tipo che lasci passare suore e sacerdoti o chi è particolarmente gentile), bensì “eccetto residenti”
• L’alimentazione è a base di formaggi, burro, creme, ma la francese tipica vanta gambe da gazzella e tette da baywatch (insopportabile)…

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Cari figli: il prontuario per le vacanze

Cari figli, come promesso anche per noi il momento agognato è arrivato.
Siamo in montagna. Benvenuti. Piove.
Prima che il bel tempo ci porti alla deriva e prima di inciampare in inconsuete armonie familiari, desidero richiamare la vostra attenzione su alcune piccole regole – o dettagli di convivenza se preferite – che agevoleranno questa prima settimana coi nonni.
Postulato 1: Non chiedere a mamma quello che puoi chiedere a papà.
Postulato 2: Non chiedere a papà quello che puoi chiedere ai nonni…

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Maternità

L’amore non c’entra

…Che poi: bravi sono anche bravi (a volte). È che io, in queste giornate senza pausa, li ho sempre davanti. Davanti quando giochiamo (o giocano), davanti quando mangiamo (o mangiano), davanti quando parliamo, leggiamo. Quando, semplicemente, “esistiamo”. Davanti anche se sono di schiena. Arrivo a sera che c’ho la SEEF (Sindrome da Eccessiva Esposizione ai Figli). Ormai anziché l’ice cream gli do l’I scream. Rincasa Mathias e glieli consegno. Ho bisogno di non vederli. Per un po’.
“L’amore non c’entra – rassicuro A. – è che è proprio fisiologico.”…

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I beffardiMaternità

Non pronunciare il nome di “mamma” invano…

Mentre attendo con trepidazione che la piccola Isabelle pronunci per la prima volta il fatidico mamma, che sia un bisbiglio barcollante, una balbuzie in cui riconoscere a stento l’appello, o una voce argentina che chiama a squarciagola… singolarmente aspetto, anzi supplico, che gli altri due smettano di farlo…

Altre Verità

Ritornare

Seduta, di spalle.
Loro giocano con la pasta da modellare. Patrick mi ha battuto quattro volte di fila al memory. Fosse un memory mentale, una gara di ricordi disattesi, vincerei. Sarà che ho dormito poco, al solito. La casa di Milano puzzava di muffa, di chiuso. Il legno secco, le travi, i nodi, li abbiamo lasciati da poche ore. In macchina, tutti e cinque, i visi incollati ai finestrini. Ciao. I nonni…