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Maternità

14 lettere

Guarda che non è così terribile. Vuol solo dire che ti sputo nel mondo un’altra volta, Isabelle. Come quando sei nata. Uscirai da una casa, dalle mie braccia, da queste stanze e da questi giorni noti. Così come sei uscita dal mio ventre tre anni fa. E non si torna indietro. Nemmeno questa volta. Comincerai il mondo.
A me è questo che scuote. A tua mamma le definitività fanno quell’effetto lì: si guarda i piedi anziché guardare avanti.
E invece l’asilo è una bella cosa. Un inizio coi sacri crismi. Fidati.

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Maternità

Ho già preso le tue cose

Dovrei saperlo. Dovrei sapere che quella sacchetta a quadrettini rosa col nome Sarah cucito da mia madre mi peserà un indomabile casino.
La districo dalle altre sacchette appese nel bagno, me la prendo per il suo lungo manico stringato. La sacchetta… adesso mi sembra la mano di un altro figlio. Sarah è già in classe, non ha la gravità dei finali. Guardo le maestre ancora un attimo, dico mi sbrigo, vado a piangere fuori.

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EventiMaternità

Non sono le canzoni a commuovermi

Quando cominciano a uscire, uno a uno. Prendere posto dove sapevano. Uno a uno. Guardare davanti, senza distrazioni, solo un ammiccare svelto e fugace al genitore e poi via, concentrati, attenti. Con la dedizione che sfratta ogni altro pensiero, tutti versati dentro a questo spettacolo, alla sua riuscita: questo è il miracolo.