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Altre Verità

Dottori. E cose rimaste

Mi hanno dato il cortisone.
Arrivo allo studio che il medico è già lì. Su una porta aperta, buonasera. L’ho fatta aspettare?
Invece è cordiale, un uomo con un suo portamento nobilitato dal camice, brizzolato nei capelli e nella barba. Anche nei modi, invecchiati dalla professione eppure a tratti capaci di ritrovare una giovialità amicale.
Non basterà.

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Altre Verità

Una casa

Poi, mi è capitato di passarci accanto. Ogni tanto un occhio osa sui balconi, li spio dal parco giochi della piazza poco lontana. Vedo se è cambiato qualcosa, se la macchina del condizionatore è ancora lì, se hanno messo fiori sulle balaustre. Di che colore le tende. Il tempo di un sussulto non è mai arrivato.
Mi arriva adesso, breve, dopo sei anni. Che io cammino e la nebbia respira con noi. E su quella vetrina senza valore, tra molti, mi trova: la mia casa di prima

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Maternità

Venendo via

…E finalmente siamo lì, in quel punto troppo lontano: abbiamo finito.
Ci stringiamo la mano, ci salutiamo. Un sorriso per uno.
Saliamo in macchina. L’auto svolta, il gomito della strada: accostiamo la cappella dove pregavo senza saperlo. Dove passavo il tempo quando su, al secondo piano, c’era troppo via vai. Superiamo la fermata del nostro autobus. L’entrata centrale, le porte a vetri, la guardiola.
La gola stringe.
Fa uno strano effetto: la gioia e la liberazione s’inerpicano sulla nostalgia…

Maternità

Un viaggio meraviglioso

La madonnina è ancora lì. Imperterrita, con la sua veste azzurra, nella cappelletta che dà il nome alla via. Mathias mi scatta una foto: io, con la piccola Isabelle in braccio.
Eccola, la porgo alla dottoressa, appena entro nel suo studio, questa creatura figlia un po’ anche sua, del suo lavoro, dei suoi appunti, di quell’ecografo che ora riposa: chiacchiero, la piccola scalcia, ha fame, aspetta…

Maternità

Prima di dormire

Ho la stanchezza che avevo dopo una gita in montagna. Gli occhi si perdono nel soffitto azzurrato dalla luce fioca, non s’arrestano su quel tetto scosceso, il legno che m’impegnava la fantasia in strane figure tracciate tra i suoi nodi. Se la portava a spasso, picchi, bestie, nuvole e costellazioni. In viaggi più densi e leggeri di quell’escursione che ancora fremeva nelle gambe…

Maternità

Io ho dimenticato

Forse c’è un posto, al di sopra delle testoline dei figli appese alle loro verità come palloncini a un filo. Un posto in alto, sopra i rami che seguono senza fiatare le loro stagioni. O giù, sotto l’erba dei giardini, i nastri d’asfalto delle strade, le radici delle piante. Nel ventre della terra. Un posto dove si raccolgono i momenti, come gocce di vapore. Perché qui, in questo corpo minuscolo di madre, la fila ordinata delle ore scorre, e chi arriva, ruba a chi c’era.
Io ho dimenticato il viso di Patrick appena nato.
Ho perso quello di Sarah…