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4 brevi pensieri pasquali

“C’è solo da sperare che Patrick abbia un uovo commestibile” è il primo pensiero che mi viene in mente riempiendomi le braccia coi lavoretti pasquali di Sarah all’uscita della materna ore 16.21, dove campeggiano nell’ordine: un coniglio di pelo su carta, una girandola che lei sostiene con vigore non essere sua (“Sì perché io non avevo disegnato la farfalla qui” addita una delle braccia non girevoli del cartoncino sostenuto da un bastoncino dove, pare, hanno dunque apposto il nome Sarah prendendolo per suo), e un pulcino di plastica con un vasetto dove sono stati adagiati con cura non 3 ma ahimè 2 ovetti di cioccolato.
Porca vacca c’è un uovo ma non è di cioccolata: il secondo pensiero.