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Altre Verità

Dottori. E cose rimaste

Mi hanno dato il cortisone.
Arrivo allo studio che il medico è già lì. Su una porta aperta, buonasera. L’ho fatta aspettare?
Invece è cordiale, un uomo con un suo portamento nobilitato dal camice, brizzolato nei capelli e nella barba. Anche nei modi, invecchiati dalla professione eppure a tratti capaci di ritrovare una giovialità amicale.
Non basterà.

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I beffardiMaternità

Pacchetti d’intimità familiare

– Buongiorno, dica.
– Ehm, vorrei un chilo di buonumore, due etti di vacanze, un paio di… quelli cosa sono?
– Abbracci normali. Le consiglio però quelli extra, sono più grandi e ci si sta anche in tre.
– Ma tipo… qualcosa di originale, non ce l’ha?
– Ah, questi! Questi stanno andando tantissimo in questo periodo! Sono pacchetti di intimità familiare. Coadiuvano vita domestica, lentezza, letture e giochi di società. Funzionano così…

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I beffardiMaternità

L’importanza di ammalarsi a turno

Al mio fianco, nella buona e nella cattiva sorte, Mathias decide per la seconda, e sfodera a sua volta il numero vincente della lotteria: 38. Mentre Patrick riprende quota e forze ti chiedi, gemente, a chi affidare tre figliuoli, che paiono improvvisamente scoppiare come quella birra che mio marito è solito dimenticare nel freezer.

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Maternità

Di weekend, feste e addio al coniugato

Avendo ricevuto venerdì l’onorata visita della Fatina della Sfiga sto trascorrendo un intero weekend assillata da un amletico interrogativo: meglio ammalarsi durante la settimana o nel fine settimana?
La questione, che non ha evidente ragion d’essere dal momento che la Fatina arriva quando vuole lei e non quando dico io (tendenzialmente mai), ha il nobile intento di rovistare nel mio cervello alla ricerca dell’ottimismo perduto.
Durante la settimana: opzione decisamente favorevole alle madri lavoratrici o genitrici di prole debitamente collocata in strutture ausiliarie

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Maternità

Mia madre mi portava il tè coi savoiardi

Mi sono messa su il caffè. Non è il massimo, ma mi andava.
C’è quella pubblicità nuova, in tv, una mamma dice alla figlioletta: “Mi spiace ma devo prendermi un giorno di ferie.”
Poi si prende il vicks (anziché le ferie) e tutto quadra.
Invece a me è venuta la febbre, bella alta, mi percuoteva come un’intera tribù africana. Mi scuoteva il corpo e mi faceva gemere che sembravo in travaglio. Anzi. Anzi i vicini, se sono un po’ ottimisti, potevano pensare a chissà che.

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Maternità

Inconsueta

Forse non è niente. Forse è solo un virus maledetto, ho visto il tuo piccolo viso contrarsi straziato e spaventato. Mi reclami più che mai, sei mogia, consumata, oppure nervosa, una serie audace di no senza fine. Ma ho smesso di arrabbiarmi.
Com’è denso l’amore di una madre intorno a un figlio malato: solidifica come cera di una candela, il lume attento della veglia. Osserva ogni cosa, ogni reazione

I beffardiMaternità

Dapprima fu il lamento

Dapprima fu il lamento: un suono graffiante, monocorde, stridente come il gesso alla lavagna.
Noi diciamo: “Fa contatto!” con un ghigno che annaspa alla ricerca dell’ironia, perché la gentile vibrazione si produce puntualissima e prevedibile non appena deponi la piccola a terra.

Poi fu la dieta: di una scodella di pappa preparata con zelo e tantissimo amore la principessa…

Maternità

Cuori in autunno

Ho pensato che oggi poteva andare meglio. Ho tenuto Sarah a casa tutta la settimana, aveva la scarlattina. È un male brutto, è streptococco, quel batterio che si è preso gola e cuore, una valvola, anni fa, nel mio corpo di bambina.
Un po’ di febbre, brividi, lamenti: i bambini lo fanno vedere subito. Dapprima credi sia un capriccio, poi osservi meglio, ti viene il dubbio…

I beffardiMaternità

Un simpatico passatempo

Chi era, John Lennon? Diceva: “Life’s what happens to you while you’re busy making other plans.” (La vita è ciò che ti capita mentre sei impegnato in altri progetti).
Verrebbe da dire: quanta vita, con un neonato!
È vero, Isabelle è migliorata così tanto da permettermi il lusso di portare a termine qualche azione ordinaria, tipo fare una lavatrice, stendere, telefonare. E perfino straordinaria, come occuparmi dei miei album di fotografie, selezionarne qualcuna per coinvolgere anche lei nell’arredo di casa, sui cui muri troneggiano solo i fratelli, o addirittura scrivere senza aspettare che mio marito faccia il tato la sera. Eppure…