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Altre Verità

“Non posso dirglielo”

Mi dice di sedermi lì in fondo, dove il vecchio aspetta leggendo un quotidiano, i manifesti su come estrarre il sangue dalle coronarie sono coperti da qualche altro avviso agli utenti che nessuno ha mai letto, sopra la mia testa la donna incinta che ricorda di non sottoporsi a rx in gravidanza, anche se questa è la sala d’attesa delle risonanze.
Fuori: un prato fitto e alto, trasandato, in un pozzo che adesso il sole azzecca tra le ali del palazzo.
– … gnora Capra -: sono già io, il mio nome col titolo mezzo mangiato dal corridoio.

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Altre Verità

La scala

Intanto levi tutto.
È questo, l’incredibile: la scala.
Scrivi per il blog nelle ore lucide, quelle che la febbre non viene a romperti i piani e il corpo. Cucinare, fare la cyclette, uscire: saltano via come mine.
Poi comincia che anche i figli mica li segui più. I figli diventano brevi “sì, prendi pure la merenda, non farmi alzare, per favore”, e poi chiavistelli

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Maternità

Il Dio speciale delle madri

Si scende come si scende negli scantinati. Dove finiscono le ridondanze del giorno. Cominci a togliere: il libro rimane sul baule, hai fatto due pagine e poi basta. Non esci, non ti muovi, non scrivi, spegni il televisore. Non mangi, nemmeno sforzandoti, perdi piacere in tutto e ti sale quella cosa che somiglia alla nostalgia di te.
I bambini arrivano come flash, ho abdicato da tutto, li vedo fare a meno di me.
E allora penso. Quando sei malato pensi un sacco. La gente in ospedale, i bambini, ma soprattutto le madri. Quelle malate davvero.