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Maternità

A spasso con Kick

Nei primi isolati accenno qualcosa, cerco un contatto oltre quella sua mano che mi ha consegnato, le sue unghie che ho dimenticato di tagliare. Poi resta la mano. Di fare grandi discorsi non c’è bisogno: è già un maschio, i silenzi sono comodi, sicuri, senza incertezze. Penso che in fondo è anche un sollievo e mi sembra di capire quello stare degli uomini, a gambe larghe, in piedi, fermi: anche zitti

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Maternità

Tulipani e ranuncoli

Potrebbe piovere. Per questo alla fine ho infilato quel piccolo ombrello in borsa. Lei sorride, ha visto che la mia borsa è gonfia come una pancia gravida. Deve starci dentro tutto: i farmaci che prenderemo in farmacia, che però mamma io non voglio andare solo in farmacia, il mio portafogli sgangherato pieno di spiccioli per i carrelli, i panettieri delle merende improvvisate coi fratelli, le chiavi col papero.
“Fiori”, le ho sussurrato all’orecchio mentre gli altri chiudevano la porta uscendo sul giardino. Ci compriamo dei fiori, Sarah: io a te, tu a me.

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Maternità

Intimità

Sono giorni buoni. Filari di viti.
Di tre figli ce n’è sempre uno che scivola, sfugge. Qualcuno con un piccolo brivido di paura, un malcontento. Una piccola fatica. Come nelle gite in montagna, tirare il più lento, motivare, aspettare. E c’è sempre il più leggero, quello che salta le radici, ride ai fossati, schiamazza nei ruscelli, insegue i girini.
– Tu ci riesci a essere innamorato di tutti nello stesso momento?
Mathias ha il pc sulle gambe, seduto nella poltrona a righe.
– No.

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Maternità

Io passo il tempo

Io passo il tempo a guardarti. Come si guarda un punto lontano, che non s’indispettisce. Come si guarda un punto così vicino, che ci affoghi dentro.
Io passo il tempo a guardarti quando siamo addossate, l’una all’altra. Magari nell’ultima coccola della giornata. Magari la prima del mattino. Di poche cose, con rare persone, si può avere questo vezzo, questo privilegio.
Io passo il tempo a ridere con te. Perché ti prendo in giro e tu sei ancora troppo bella per restarci male, e sei già molto saggia per capire l’ironia

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Maternità

Nato nel silenzio

…Perché dovrei condividere la mia stanza con una, due, tre donne mai viste? Avere visite a orari fissi, riposare a orari fissi, essere in mezzo al via vai di sconosciuti, ospiti delle altre, dividere le ore di sonno con figli non miei, che hanno le loro veglie, le loro madri, altri odori, altri tempi, e diritto, anch’essi, a un momento privato?
Fareste mai un viaggio di nozze condividendo la camera con una coppia mai vista? È il vostro miracolo, il vostro amore, la sua nascita. I primi giorni di vita sono la luna di miele della nuova famiglia…

Maternità

L’uscita esclusiva

…Una ragazza cinese dietro al banco. Tavoli in formica e sedie con le gambe in metallo. Quattro signori giocano a carte. Più in là due sbadigliano afa tra calici di vino. Sono tutti uomini, da fuori arriva un respiro caldo di fumo e tabacco. Un odore di domenica e partite di calcio. Il grande schermo alle nostre spalle. Noi due seduti, come vecchi amici. Abbiamo parlato di un sacco di cose, per strada, commentato i fiori, imparato cos’è una rima: “Come bambino e tombino, finiscono con le stesse lettere, capisci?”
“Sì – mi ha detto – come… scorpione e…”
E… ho ripiegato su “pallone”…

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Maternità

Costretta a un letto-zattera che non mi porta in salvo

Escono, vanno a Cesano. Sento la macchina che gratta la corte. Immagino i bambini domandare “la mamma non viene?”
L’altro giorno sono stati dai miei: “Patrick, andate dai nonni, adesso, sei contento?”
“Sì!!!” mi urla senza gridare. Il solito punto esclamativo composto, ristretto come una camicia dopo un lavaggio troppo caldo. Sono io che esubero, lo inondo, restringo i miei figli bambini. Gli ridono gli occhi, chiari, esclamativi, quelli sì. Poi mi cerca spegnendoli un po’, con apprensione: “E tu stai qui da sola?”…