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Maternità

I miei figli sono simpatici dopo le 20

– Una volta facevamo il tour delle chocolaterie – dico a Mathias memore dei nostri giri francesi di un tempo. – Adesso si fa il parc-tour.
Però va bene. C’è chi dice che i genitori non devono pensare a rendere felici i figli, che quello non ci spetta, che l’importante è essere felici noi: be’, a me vedere tre scimmie appese a una liana fa felice. Non importa dove comincia la felicità, l’importante è che cominci.

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Sei partito

Buon viaggio, piccolo stambecco.
Mi sono alzata per salutarti prima che papà ti portasse là fuori, su quei gradini sciacquati dal sole. Parti felice, non sai lavarti bene i capelli da solo, anche coi lacci degli scarponcini sei piuttosto impastato, ma esci leggero, un pacchettino di cracker in tasca, esci più forte di qualche dubbio, più forte di noi, lasci questa casa e queste cose come sono rimaste: tua sorella è tornata dall’ospedale, non è cambiato niente, percorriamo lo stesso filo che ci tiene su a fatica.

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Maternità

Io sono appena dietro

Mi manchi in questa casa in queste ore come manca chi è lontano nei gesti. Sarebbe diverso, vedere il tuo letto con le bambole che Isabelle ci ha messo, oppure trovarvi lei che ci si infila. Sarebbe diverso il tuo posto non più conteso a tavola, e anche i disegni che stremano il davanzale. I tuoi capelli sul pavimento, quelli rimasti annodati in elastici che intorno raccontano le tue traiettorie.
Se fossimo ancora perfettamente “noi”.

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In evidenzaMaternità

Se decidi di restare a casa

Devi sapere che ci vuole coraggio per lasciare il piccolo. E, molto, ce ne vuole per restare. Le giornate si distingueranno in buone e cattive in base a: quanto ha mangiato, quanto ha dormito, quanto ha pianto. Quanto ha obbedito. Se sei riuscita ad andare in bagno da sola, se ti sei sentita una buona madre. Devi sapere anche che sbaglierai sempre: se ti prendi uno spazio, pretendendolo. E se ci rinunci, immolandoti. Nel primo caso sarai egoista. Nel secondo sarai una mamma che “ama troppo”.

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Maternità

Grazie per essere tornata

È passata. Come passa tutto. Le madri se lo dimenticano, che le cose passano: ci stanno dentro come in un mare eterno. D’altronde lo sai com’è il mare? Se ti pianti bene in piedi sulla spiaggia, e guardi l’acqua, e poi spingi gli occhi lontano, ancora più lontano, sempre più lontano… potresti giurarci che tutto il mondo è acqua. La maternità è questo. Ed è una gran cosa. Solo che a volte, nei momenti tosti, sarebbe consigliabile guardare a lato, vedere in una lingua del litorale la possibilità certa di un po’ di terraferma

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Maternità

A spasso con Kick

Nei primi isolati accenno qualcosa, cerco un contatto oltre quella sua mano che mi ha consegnato, le sue unghie che ho dimenticato di tagliare. Poi resta la mano. Di fare grandi discorsi non c’è bisogno: è già un maschio, i silenzi sono comodi, sicuri, senza incertezze. Penso che in fondo è anche un sollievo e mi sembra di capire quello stare degli uomini, a gambe larghe, in piedi, fermi: anche zitti

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Maternità

Quello sbrego che la maternità non può dire

Cammino e non lo so.
E adesso vorreste sentire il cuore di mamma: “Ma dove credi di andare? Tutta la tua vita è a casa, da loro”, e vedere che pian piano accelero, mi butto al collo quelle tre scimmiette. Oppure la gran Donna, quella che “è”: prima, durante, dopo i figli. Statuaria, salda.
Non sono nessuna delle due

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I beffardiMaternità

Tre figli e un maggiordomo

Si stanno creando strane costellazioni qui in casa, ultimamente.
A un estraneo potrebbe sembrare che io abbia un domestico: lava i piatti, sostituisce lampadine, spazza il terrazzo. Guida una vettura conducendo la famiglia nel luogo desiderato. E ancora: vuota la lavapiatti, stende il bucato, spesso cucina.
– Quanto le costa, signora, questo maggiordomo?
– Mah, guardi, in verità pure i soldi li porta lui.
– Ma scusi, lei è in vacanza?
– No, questo mai.

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Altre Verità

Tu digli che hai un divano

C’è una certa concitazione, in questi giorni. Sembra che chiude la vita, a fine maggio, tutti a sbrigare faccende e fare bilanci. Noi, in particolare, slalomando tra un saggio e l’altro e imprevisti in dosi non omeopatiche, solo adesso cominciamo ad affannarci per tutte quelle cose insolute che ti vien voglia di risolvere prima delle ferie. Così, per partire senza rimorsi. Ma i due leitmotiv degli ultimi giorni sono il letto a castello da comprare ai bambini e il viaggio imminente in Alto Adige

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Maternità

Un’altra corsa

Forse avrei corso.
Così, per misurare gli anni. Per il sapore di quelle volte che il sabato di spesa ne facevo poca, quanto potevano permettersi due braccia da single. E poi c’erano lunghissime sere e interminabili passi ai bordi del naviglio, di là i palazzi, i tram, le automobili della movida, di qua io e altri coraggiosi, ad addomesticare una solitudine.
Avrei corso in un bisogno sottile di essere io. Di vedermi quando togli le commissioni, gli appuntamenti e i figli. Che faccia ho.

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Maternità

Perché ti ho detto no

Ti ho detto no perché mia figlia mi ha detto vieni, e io sono andata. Non ho detto aspetta, non ho detto un attimo. Sono andata e basta. E ho conosciuto la soddisfazione di esserci, per una volta, subito. E la sua faccia bianca volava.
Ti ho detto di no perché alle cinque prendo gli altri miei due figli a scuola, e non voglio essere, nel folto della folla, la faccia corrucciata che un amico mi ha indovinato ieri. Quando chiedeva – Cos’hai? Sempre così – increspando la sua fronte a imitazione della mia.
Ti ho detto no perché viene la primavera, e compreremo piante e fiori nuovi al vivaio

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Maternità

Tulipani e ranuncoli

Potrebbe piovere. Per questo alla fine ho infilato quel piccolo ombrello in borsa. Lei sorride, ha visto che la mia borsa è gonfia come una pancia gravida. Deve starci dentro tutto: i farmaci che prenderemo in farmacia, che però mamma io non voglio andare solo in farmacia, il mio portafogli sgangherato pieno di spiccioli per i carrelli, i panettieri delle merende improvvisate coi fratelli, le chiavi col papero.
“Fiori”, le ho sussurrato all’orecchio mentre gli altri chiudevano la porta uscendo sul giardino. Ci compriamo dei fiori, Sarah: io a te, tu a me.

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Maternità

Intimità

Sono giorni buoni. Filari di viti.
Di tre figli ce n’è sempre uno che scivola, sfugge. Qualcuno con un piccolo brivido di paura, un malcontento. Una piccola fatica. Come nelle gite in montagna, tirare il più lento, motivare, aspettare. E c’è sempre il più leggero, quello che salta le radici, ride ai fossati, schiamazza nei ruscelli, insegue i girini.
– Tu ci riesci a essere innamorato di tutti nello stesso momento?
Mathias ha il pc sulle gambe, seduto nella poltrona a righe.
– No.

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Maternità

L’amore, innanzitutto

Ho visto palate di bene, in questi giorni. In quel disegno che poi porta, con la pasta molle per attaccarlo bene. Nei loro gesti piccoli e precisi la sera quando mi aiutano a preparare gli zaini per la scuola, i grembiuli, le merendine. Nei buonanotte che mio marito ci ha lasciato sui cuscini, baci di carta da labbra vermiglie. Nelle cure del personale ospedaliero, nei camici che spaventano e poi smettono di fare paura, perché hanno parole piene di premura, e sguazzano in larghi sorrisi.

Maternità

Il lampionaio

La sera è come accendere i lampioni. Passa un lampionaio negli occhi dei bambini. Tra le stoviglie da riporre, la tavola ancora in guerra coi resti delle pietanze, la scodella dove abbiamo risciacquato la frutta. A volte è un barlume veloce, una corsa a mettervi a letto, il capriccio dei denti da lavare. E poi le bocche che sanno di fragola.
A volte la fiaba più bella la raccontate voi. Il lampionaio vi ha messo addosso il suo mantello, gira seminudo e infreddolito per le vie degli altri. Vi ha lasciato uno stormo di stelle come minuscole magie, le mani piene di storie e di idee

Altre Verità

Prospettive

Lui e il suo cagnetto senza arte né parte.
Una volta lo incontravo con la fidanzata: “Uscite per un aperitivo? Ah, bei tempi…”
“Ma che aperitivo, quello ormai è roba vecchia, non si fa più. Si esce per un calice di vino.”
Un calice di vino.
Poi dei tre sono rimasti due: lui e la cagnetta. Il mattino alle otto, la sera alla stessa ora. Esatta. Forse anche il vino è sparito, chissà…

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Eventi

Jacopo e altre meraviglie

Da parti lontane, di mondo e di cuori. Da angoli diversi di vite, prospettive e sentimenti, si genera piano il Natale, come dal ventre della terra. Riaffiora in forma di energia, sa di vecchio e di nuovo, di fine e di inizio.
È un aeroporto senza mio padre: un volo che arriva dalla Norvegia. Mia sorella e le tre bambine, volti che emergono dagli anni in cui le cullavo, mi arrivano addosso già piccole donne, con la storia del tempo.
È una strada del centro, il passo contromano mentre tra carte di regali e negozi affollati foro il buio, il freddo verso una via d’ospedale…

Maternità

L’amore a 180 gradi (che poi vorrebbe dire a metà)

…Io impasto. Come nei libri, nei film, nelle case degli altri, forse. Come nella mia testa: la torta sarà bella e deliziosa, gli occhi salteranno per la cucina in attesa che sia cotta, ci azzufferemo per mangiarla tutta, le mani unte, le bocche mute. Sorrisi dilaganti di denti marci di cioccolata.
Inforno e aspetto. I bambini saranno curiosi, si affacceranno con cautela a quel vetro caldo, obbedienti alle mie raccomandazioni. E verseranno impazienza per la casa. Finché suonerà il forno: il campanello della nostra piccola festa…

Maternità

Buon viaggio

Sono andati.
Settimane di attesa, pochi minuti per cacciare tutto in una sacca rossa: due spazzolini, qualche cambio di biancheria, una maglietta, la felpa. Una traversa per il letto, per questa notte chissà dove.
I due maschi di casa vanno a Parigi.
La casa se ne accorge, più passano i momenti che li avvicinano alla porta: si sente in quel cesto di macchinine, in quel letto sotto le stelline che gli avevo incollato…

Altre Verità

Gli imperscrutabili

Strana specie, i parenti. Coinquilini di cui conosci inutili abitudini e ignori grandi fatti esistenziali.
Gente con cui mai ti fermeresti a parlare, e cui sei costretta da un legame mai scelto. Persone di cui potresti innamorarti, ma che resistono al veto imposto dal sangue. Destinatari di domande infattibili, di silenzi imbarazzanti, di scambi che svelano intimità possibili. O valichi insuperabili.
Ne ho a bizzeffe, io. Li ritrovo, tutti insieme, di tanto in tanto…

Maternità

La famiglia perfetta

Un giorno, un sabato qualsiasi di settembre, hai promesso ai bambini che si andrà in pizzeria. La mamma è sotto le mani di un osteopata che rincorre il suo trigger sottoscapolare (nome in-trigg-ante per definire il “grilletto” muscolare che, attivo, fa impazzire la parte destra della mia testa). Finirà tardi, è in una zona centrale della città, considerata la quasi aperta campagna in cui pascolate di solito. E così, con la scusa di fare prima, papà e i piccoli passeranno a raccattarla, e si andrà al ristorante.
Lei arriva, rilassata, distesa…

Altre Verità

Il bacio del mattino

Ci alziamo tardi. Lui ha spento la sveglia, si è riaddormentato. La sveglia già bassa, sempre più bassa, come quella luce vaga che arriva dallo studio, che una volta si teneva accesa più forte, per le evenienze notturne, il latte di Sarah.
Scivola di là, io rincorro le lancette, guardo. Non scatto su: il lunedì mi arriva addosso come il gas di scarico di una vettura…