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Maternità

Quello sbrego che la maternità non può dire

Cammino e non lo so.
E adesso vorreste sentire il cuore di mamma: “Ma dove credi di andare? Tutta la tua vita è a casa, da loro”, e vedere che pian piano accelero, mi butto al collo quelle tre scimmiette. Oppure la gran Donna, quella che “è”: prima, durante, dopo i figli. Statuaria, salda.
Non sono nessuna delle due

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Maternità

Certe madri

Ci sono madri che come voi allattano, come voi vegliano. Come voi annegano in quel minuscolo mistero.
Eppure non ce la fanno. Non sempre. Perché ci sono figli che non s’acquietano. Non hanno un solo intervallo, hanno un disturbo fisico, hanno più coliche. Hanno meno sonno. Sono più suscettibili. Hanno più bisogno. Sono semplicemente più impegnativi di altri. Oppure ha meno flessibilità la madre. E resta un piccolo varco, tra i due mondi, un’incrinatura. Che nulla c’entra con l’amore.

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Maternità

L’occasione

Ho maturato l’indecente capacità di pensare liberamente ai fatti miei, ad altro, mentre leggo storie ai miei figli a voce alta. Così giro le pagine e fra una e l’altra lampeggia una fioca consapevolezza: “Torna qui.”
Mi devo sforzare, concentrarmi. La stringo come l’ennesimo fastidio della giornata. Lei, mia figlia.
Perché quando tuo figlio ti reclama alla fine di una giornata di merda, tu pensi all’ennesimo conto da saldare.

Maternità

Le tue mille, buone ragioni

Sei rimasta a metà, tra il palo dove ti ho costretta, e la sacca vuota del mio silenzio. “Adesso stai lì e ti calmi!” ti ho ordinato, la voce ferma, le mani che stringevano il passeggino con tua sorella, e il cuore che scalcia. Hai gridato mamma! con tutta la forza di cui eri capace, il tono isterico che mi trattiene dal tornare indietro.
Potrei pensare che ormai sei questo: un grido di dolore o rabbia, la rabbia di cosa, un capriccio che si impunta su sciocchezze da poco, così…