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Maternità

Fino a qui

Basteranno poche settimane, e sarà così ovvia la nuova vita, ripenserò a quando era altrettanto naturale averti in canottiera per casa e mi sembrerà impossibile.
Vuoi che ti dica che non importa, che quello che abbiamo vissuto ci ha costruite, che resta intessuto nei nostri cuori? Resta. Rimane. Il sapore vago, le energie che abbiamo accumulato, la spinta che ci ha nutrite. È grazie a quello, che siamo arrivate fino a qui. Tutto il resto, però, sfuma. Dimenticare è il prezzo dell’adattamento.

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Sei partito

Buon viaggio, piccolo stambecco.
Mi sono alzata per salutarti prima che papà ti portasse là fuori, su quei gradini sciacquati dal sole. Parti felice, non sai lavarti bene i capelli da solo, anche coi lacci degli scarponcini sei piuttosto impastato, ma esci leggero, un pacchettino di cracker in tasca, esci più forte di qualche dubbio, più forte di noi, lasci questa casa e queste cose come sono rimaste: tua sorella è tornata dall’ospedale, non è cambiato niente, percorriamo lo stesso filo che ci tiene su a fatica.

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Maternità

Il controviaggio della maternità

RITORNARE, POI, RIPROVARE LE DIVISE ACCANTONATE: È UN ALTRO VIAGGIO

Noi molliamo tutto per un viaggio.
Chiamato “figlio”.
Lo allattiamo, lo culliamo, lo interpretiamo. Accatastiamo, da un lato della stanza, le nostre vecchie divise.
Perché quando la giostra parte tu puoi fare due cose: ostinarti a salvaguardare un cencio della tua vita. A non farti corrodere.
Oppure: puoi salire e girare, nella meraviglia centrifuga della maternità.

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Maternità

Quando un figlio cresce

Da otto anni porto con me i miei figli. Ogni volta che esco me li carico tutti e tre. Ogni volta che uno è malato chiamo qualcuno che vada a prendere gli altri a scuola. O qualcuno che resti con lui a casa.
Il giorno in cui cominci a ragionare per te, uscire chiedendo chi vuole venire. Quel giorno sembra quasi innaturale, è un’incredibile rivoluzione

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Maternità

Se un giorno

Tornerai, qua e là. Verrai a Natale. Un compleanno, un anniversario. I tuoi figli con te, tua moglie. Oppure nessuno.
Sarai felice di vedere me e tuo padre. A volte, può darsi, ti costerà fatica.
Lo dico adesso, che sono forte e sicura. Lo dico ora, che sei facile argilla, ancora, e io spavalda: se un giorno, seduto con me, il tavolino basso in qualche salotto, una donna anziana al posto mio. Se un giorno dovessi sentirti a disagio con me… non risparmiarmi, figlio mio. Non mettermi in un canto delle tue ragioni