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Altre Verità

Una presenza gentile

Seduta esattamente davanti a me, nella staffetta dei posti a tavola.
L’ha capito, che qui siamo un po’ in burrasca, che quella spuma ariosa dei figli fa presto a diventare catrame. Una volta mi curavo di mettermi su un sorriso e poi modulavo la voce, come t’insegnano quando t’insegnano a cantare, la respirazione, il diaframma. Mi piaceva dare l’idea, cercarla, di essere una buona madre.
– Come sono le tue mattine, allora?

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Maternità

Il suono delle stoviglie

Col tempo ho imparato la distrazione delle madri. Quel rovesciare le stoviglie nella lavapiatti che aveva mia mamma: sciacquava coi suoi guanti gialli oppure rosa che s’inseguivano a furia di dita ferite dai coltelli, poi si chinava a sinistra, allungava un braccio, i bicchieri di sopra le pentole di sotto. A mano quelle antiaderenti. I capelli obbedivano ai gesti: legati in quel codino col fermaglio in tartaruga oppure cadevano dietro alle azioni. Io la raggiungevo, mi appostavo al di qua di quel ponte levatoio d’acciaio carico di storie