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Maternità

Piccolo, dolce chissenefrega

ESSERE MADRE È TERRIBILMENTE FACILE

 

P1080879_pe_wprnNon volevi dormire.
Ti ho messa giù, ti sei irrigidita subito. Come ti portavo con me nel lettone ti acquietavi. Bastava così. Ti ho rimessa giù. Piangevi ancora. Alla terza volta ho desistito.
Mi sono sdraiata con te sul letto, siamo sgattaiolate sotto il piumino come due clandestine: a 18 mesi non si dorme con mamma, lo sai? Papà ci ha provato, si vedeva che avevi sonno: l’hai fatto incazzare.
Mi sono stesa con te in un solo, morbido gesto fluido, a cucchiaio. Non ti sei mossa. Sei crollata subito, senza un lamento. I nostri corpi s’incastravano alla perfezione.

Conto i nodi del legno. Come facevo da bambina. Traccio figure che vedo poco, sfocate: ho tolto gli occhiali.
Volevo fare il flan, mentre dormivi. Avevo altri programmi: tu avresti fatto il sonnellino, Mathias faceva un giro in paese scansando a fatica il malcontento per le nubi, a colpi di croissant. E io mi sarei messa a cucinare.

Non ho nemmeno sonno, fuori qualcuno aziona di continuo il tagliaerba proprio qui sotto. Tu invece ti sei abbandonata subito. Non chiedevi altro che avermi con te. Null’altro che restare nel canestro caldo delle mie braccia. Sono già contenta che non cercassi il latte.
Hai deciso di rinfrescarci la memoria, da qualche giorno riaffiorano i vecchi sistemi per addormentarti, pensavo non servissero più. Ma oggi chi se ne frega. Te la do vinta.
Chi se ne frega, per una volta. Se creo un precedente, se ora sei grande abbastanza, se ti vizio. Sei il mio fuori-programma.

Mi metto a pensare. Per una come me, amante del pensiero, non è poi così male. Restare qui a pensare, addosso al privilegio della tua pelle.
La rosa perfetta dei capelli, la testa che profuma di sapone per bebè, la guancia rotonda come un frutto, lo sfiato della tua vita sul mio braccio, il sibilo che l’accompagna, qua e là, su e giù per immagini di sogni che tocco senza vedere. Pigolii quasi sofferenti, forse la stanchezza, forse quel canino che ti sta sbucando adesso e che, l’abbiam capito, si chiama così perché fa un male cane, non è vero?

Non è poi così male.
Avere accanto tutta una vita in 80 cm e 10 chili, imparare che i bambini sono proprio come lei, hanno altri programmi.
Restare qui a prenderti tutta, ad averti così mia da crederci. Sentirmi madre senza fare niente.
Essere madre è terribilmente facile.

P1080882_pe_wprn

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Commenti 4

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  1. Pigisolo

    E’ il bello dei bimbi, no? Tu programmi, programmi, programmi… Poi arrivano loro e ti riorganizzano la giornata. E quasi sempre è meglio così…

    1. Post
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      Maddalena

      Ciao caro! E sì, in questi giorni sottolineerei il “quasi”, perché la piccola ci sta un po’ provando… Ma hai ragione, la loro capacità di “sprogrammarci” è una delizia (per palati sopraffini 😉 )

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