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Altre Verità

Però intanto è settembre

IL MESE DEL TRAPASSO, LÌ IN MEZZO, COME UN ALBERO PIANTATO STORTO, TRA IL PRATO NEL SOLE, E LA BOSCAGLIA NELL’OMBRA: NON È PIÙ ESTATE, NON È GIÀ INVERNO.

 

2015-09-06 18.24.13_pe_wprnSì, il cielo blu. Sì, l’aria pulita. Sì, le foglie ancora verdi.
E va bene. Però intanto è settembre.

Ho passato alcune ore degli ultimi giorni di vacanza a trattenere le ceneri: cercavo sul web una casa, una destinazione per la prossima estate. Iniziare a orientarsi, dare un nome un volto una foto accorcia le distanze, non solo col passato. Anche col futuro. Come a dire: lascio andare questa vacanza solo se ho tra le mani – già – la prossima.
Ho altresì passato i primi giorni dal rientro in calzoncini rigorosamente corti, perché fa più estivo: in fondo in montagna stai scosciata finché non scendi sotto i 15.

Disavventure di salute hanno a modo loro: prima fatto tabula rasa di qualsivoglia ricordo e odore vacanziero, poi si sono pian piano acquietate in quella che si presenta come una crociera verso le risposte (“crociera” da “croce”), coi suoi tempi. E lasciato spazio al riemergere di quell’addio che la preoccupazione non mi aveva concesso. E così benvenuta nostalgia dilaniante.
Ho avuto un paio di attacchi fulminanti in cui la sola gloria stava nella consapevolezza che se avevo testa e sensi per simili sentimentalismi evidentemente l’allarme cardiaco era cessato.

E va bene. Però intanto è settembre.

Una volta c’era la Vestro, il Postalmarket: arrivava il catalogo autunno-inverno, e allora tornare e aspettare l’autunno aveva tutta una sua magica ritualità. C’era sempre la bionda capello sbarazzino cui volevo somigliare: io, castana, chioma lunga e sfigata. Il “pull” grigio melange, lavorato a coste, il collo morbido e i pantaloni a sigaretta o un kilt con calza coprente. Li guardavo ed era breccia nel cuore: volevo essere così.
Ora lo shopping online non ha il profumo di quei cataloghi, né la poesia. Quello che restava dell’illusione di poter somigliare a una modella ci ha pensato il buonsenso giunto a maturazione, a levarlo. Tre gravidanze e tre (conseguenti) infanti hanno fatto il resto. E i veri acquisti sono quasi sempre kid-oriented. Fortuna che almeno il capello, in effetti, è corto e bellamente sbarazzino. Questo è un fatto.

Ma forse se mi comprassi quel maglione meraviglioso, anche senza la minigonna che per andare all’asilo non vale la coscia. Uno di quelli che all’inverno gli spernacchiano addosso, un maglione magico che invece di fare i pallini realizza sogni. Uno di quelli che sa di fiaba, morbidi come i desideri, che quando lo infili già ami te stessa e l’inverno un po’ di più. E allora non vedi l’ora di poterlo mettere…

E va bene. Però intanto è settembre.

Le prime torte in forno, la prima coperta sul letto.
La prima felpa la sera, e poi, senza sapere come, hai sulle spalle un giubbotto imbottito e i sabot in cima al ripostiglio.

Le zanzare insistono, l’abbronzatura si slava ma tutto sommato non siamo ancora anemici. In fondo si può sempre fare qualche gita fuori porta. E hai ancora addosso gli occhiali da sole.
Ma intanto è settembre: il lunedì delle stagioni, il ritorno nei ranghi, nelle maniche lunghe, nelle calze, tra i banchi.
Ma come si fa ad amare un mese che coincide con “scuola”?
Dovrebbero incominciarla ogni anno un mese diverso, salvargli il c. Perché così non è equo, ti segna per sempre.

Il mese del trapasso: lì in mezzo, come un albero piantato storto, tra il prato nel sole, e la boscaglia nell’ombra: non è più estate, non è già inverno. Perfino le zucche, aspettano ad arrivare. E le pesche sono già cattive.

Vorrei viverlo come si vive il passo, quando si corre. Che tra un piede che stacca e l’altro che atterra…voli. Ma non sono brava nelle transizioni. Le ombre si allungano e la terra mi richiama: c’ho bisogno di radici. Di piantarmi anch’io, in mezzo alla vita. Meglio sarebbe in mezzo all’estate conclamata.

Una volta ho fatto una cosa intelligente: mi sono sposata. Ci vuole una scossa, roba grossa, che gli dia un senso. Ma non posso ripetere.
L’anniversario…sì. E va bene. Però intanto è settembre.

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Commenti 4

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      Maddalena

      Sì, credo mi ringrazierà… Speriamo non me la faccia pagare, lo considero un po’ subdolo 🙁 Porello, mica è colpa sua, poi.

  1. Chiara

    Amo settembre, anche se mi porta, sempre inesorabilmente un po’ di malinconia… Ma leggere del “tuo settembre” un po’ nostalgico e storto mi ha fatto sorridere e mi sento già più felice!

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