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Maternità

Perché ti ho detto no

“AMARE È L’OCCUPAZIONE DI CHI NON HA PAURA”*

 

Ti detto no perché quando prendo mia figlia dal letto al mattino, poi le preparo la colazione. È una tosta, mia figlia: tu non lo sai. Non si ammolla in qualche coccola assonnata, a meno che non sia di umore particolarmente cattivo – il che può anche capitare – va dritta verso la cucina. Sulla seggiovia delle mie braccia. Ma la colazione che le servo mi vuole seduta alla sua destra.

Ti ho detto no perché poi, quando finisce la colazione, dobbiamo giocare a bowling con quelle scimmiette che fanno da birilli, che ha riscoperto nello sgabuzzino, e lo sgabuzzino – per chi non lo sapesse – è il cilindro del prestigiatore. Ci metti le cose che non vuoi per casa. Ce le metti così i figli poi le fanno apparire per casa.

Ti ho detto no perché poi, quando finiamo di giocare a bowling, lei magari parte per i suoi trip, che ti viene da chiederti cosa s’è bevuta. E, di sicuro, ne vorresti un po’. Vorresti quella sua capacità di astrarsi e, mentre lo fa, portarsi dietro quello che c’è. Non ho mai visto tanta astrazione essere così concreta. Se io ne avessi la metà, se io sapessi fare quell’entra ed esci così morbido, forse ti avrei detto sì. Ma non lo posso sapere prima, quando lei parte. Né se durerà cinque minuti oppure ore.

Ti ho detto no perché prima mi ha detto vieni, e io sono andata. Non ho detto aspetta, non ho detto un attimo. Sono andata e basta. E ho conosciuto la soddisfazione di esserci, per una volta, subito. E la sua faccia bianca volava. Per così poco.

Perché non voglio darle un morso di attenzione come un’elemosina, mentre inseguo il mio tempo al pc. Perché c’è tempo per tutto, e il mio voglio dividerlo con lei.

Ti ho detto di no perché alle cinque prendo gli altri miei due figli a scuola, e non voglio essere, nel folto della folla, la faccia corrucciata che un amico mi ha indovinato ieri. Quando chiedeva – Cos’hai? Sempre così – increspando la sua fronte a imitazione della mia. E quando torniamo a casa voglio preparare la merenda senza la fretta della prossima cosa da scrivere.

Perché posso imparare che sto su, anche se non continuo a fare.

Ti ho detto no perché ho visto la prima lucertola sul muro, e altro non faceva che quella sua virgola muta del corpo sotto il sole. Perché viene la primavera, e compreremo piante e fiori nuovi al vivaio, e anche se poi come sempre ci moriranno tutti perché siamo indicibilmente imbranati, ho pomeriggi di luce e di erba da spendere piantandoli in giardino. E giorni di gite fuori dalla città, e poi la prima piscina di plastica da gonfiare.

Ti ho detto no perché ci sono cose che posso rinviare. Ma non i miei figli, non adesso, non così tanto.

 

* Davide Rondoni, Avrebbe amato chiunque, Guanda 2003

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Commenti 6

  1. mamma avvocato

    Ragionando di pancia, mi viene da dirti che hai senz’altro fatto bene, a dire di no. Io però, di soluito in queste cose ragiono di testa e dico sì, perchè ho sempre troppo paura di quante porte potrebbe sbarrare in futuro un no. Poi, a posteriori, a volte me ne pento ed altre no. E lo stesso capita quando rispondo “no”. Perchè non sono mai decisioni facili. Tu, comunque, hai esternato tante buone ragioni, riassumibili in una: l’amore per i tuoi figli!

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      Maddalena Capra Lebout

      Ciao cara, ho riflettuto un po’, ma stavo mettendo troppa carne al fuoco. In questo caso è una cosa molto importante per me, che se tutto va bene riuscirò comunque a fare fra qualche mese. Quindi sono serena… Grazie 🙂

  2. Khadi

    Proprio per questo di tanto in tanto faccio il punto dei miei impegni e elimino dall’agendina cose a cui avevo felicemente detto sì.
    Certo, quando l’impegno è con altre persone è più difficile, per questo tendo ad organizzarmi quanto più possibile in modo autonomo… e non è sempre facile. Però si può fare, anche se il passo è molto lento e la resa sembra quasi nulla. Ma pazienza. Ci godiamo il percorso : )

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      Maddalena Capra Lebout

      Wow Khadi, sei organizzatissima! Io in quello non sono molto brava. Non so accettare che coniugare la mia (misera) attività “letteraria” e/o extra-family e i bambini possa richiedere un planning da agenda. I no che dico li dico su cose grandi, sulle piccole invece faccio al momento, ma credo tu mi abbia dato un ottimo spunto.

  3. unamammazen

    sarò fuori dal coro forse, ma penso tu abbia fatto bene. e poi chi lo dice che il NO ti chiude tutte le porte? se è un no pensato, scelto, voluto, e non dato per paura e per chiusura e per abitudine, I NO ti possono migliorare la vita. e la migliorano ai tuoi cari.

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      Maddalena Capra Lebout

      Bravissima, io sono una che spesso la paura la fotte (ottima licenza linguistica). Ma sta volta è successo l’opposto, giuro: mi sono sentita più coraggiosa a dire di no. E poi, come dicevo sopra, del doman non v’è certezza, ma questa cosa che ho “rifiutato” in verità dovrebbe essere ancora valida più avanti. ps: no non è un lavoro. Grazie 🙂

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