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Maternità

Da pets a zoo

Allora: chi è senza peccato scagli pure il primo pidocchio.

Al mondo c’è ignoranza, tanta. Non si può sapere chi abbia aperto le danze, da anni mi arrovello sulle questioni di contagi: se tizio ha contagiato caio che ha contagiato… mio figlio (pensavate a sempronio, vero? Magari!), tizio come ha fatto a incominciare?

Comunque: dopo esserci trattati tutti, ieri, stamattina due su tre erano ancora pieni (due perché la terza non l’ho ancora verificata). Essendo io una persona corretta e civile, non ho mandato i figli a scuola, e mi sono premurata di avvisare pure dell’accaduto e pregare che le maestre venissero informate, e informassero gli alunni, che informassero i genitori. Che… e sì, il giro è troppo lungo, eh? Se è vera quella cosa del telefono senza fili devono aver capito che siamo andati in vacanza approfittando che lunedì la scuola è chiusa per il referendum e probabilmente ora stanno anche pensando “ma questa… che non rispetta i suoi doveri civici!”

E adesso arrivo al punto: mando un messaggio whatsapp alla madre dell’amichetto di mio figlio (una delle poche di cui ho il contatto) dicendo del fattaccio e di far girare voce, quella mi chiama e scopro che:

  • Al bambino a scuola la maestra nulla ha riferito, il che vuol dire che la commessa che ho chiamato (“Sì, certo, signora, avviso subito, ha fatto bene, ma poi non c’è niente da vergognarsi, si figuri, certo.”) non ha avvisato affatto.
  • Si premura di parlarmi di compiti e io le dico “no guarda forse non ci siamo spiegati, ho 5 sacchi di roba da lavare, tre lavatrici da asciugare, tre figli da disinfestare in loop…” e poi mi viene il dubbio e pongo la fatidica domanda: “Ma a te è mai capitato?” Indovinate cosa ha risposto. E poi chiedo ancora, tra il premuroso e il minaccioso: “Hai controllato la testa di tuo figlio?” Anche qui, immaginate la risposta: “No, perché non si grattava.”

Infine la esorto a non mandare il figlio a scuola semmai risultasse infestato, finché non sia pulito, e lì faccio sfoggio delle mie migliori doti oratorie miste agli stralci di un vecchio corso di copywriting: “Se per es. io avessi mandato Patrick oggi solo perché davo per scontato che il trattamento di ieri fosse andato a buon fine… ti avrei contagiato il figlio, magari, capisci?”

Quella intercala con un ridondante, fastidiosissimo “hmm…” ad ogni mio ottavo di affermazione. (Non so se avete presente quelli che fanno questo tipo di mumble ripetitivo che solitamente significa non capisco/non me ne frega un c., ma sono gentile). E a metà tra la gratitudine e un velato imbarazzo mi rassicura: “Va bene, mando in giro il messaggio, ovviamente non dico da chi è partito.”

E lì vorrei spezzare un’altra lancia a favore della conoscenza:

avere i pidocchi non è una colpa. La colpa ce l’hai se non li curi, non avvisi, e infesti tutti.

(“E perché non dovresti dirlo? Dillo pure, che è Patrick: infatti l’ho tenuto a casa.”)

E così, a memorandum di tutte vorrei stilare una breve lista di consigli:

  1. Mai, dico mai togliersi da un gruppo whatsapp della scuola. Potrebbe arrivare il giorno in cui maledirete di esservi cancellate.
  2. Controllate le teste PRIMA che prudano.
  3. Avvisate subito e trattate.
  4. Non mandate in collettività il figlio finché non siete certe che la fase attiva sia finita.
  5. Studiate, leggete, e siate civili. Se poi non votate al referendum, a questo punto, a me poco importa.

Qualcosa di nuovo?
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  1. Emanuela

    Certo, e’ buona prassi avvisare l’insegnante della grande scoperta cosi’ che mandi un avviso a tutti i genitori e tenere i figli a casa fino a trattamento fatto. E anch’io mando sempre un sms alle mamme delle amiche piu’ vicine perche’ le controllino anche loro.
    Be’, un po’ mi consola che ci siano anche li’ perche’ qua ci sono le epidemie che colpiscono senza pieta’ soprattutto tra i 4 e i 14 anni di eta’ e l’autunno e’ high season per le simpatiche bestiole in villeggiatura.

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