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Maternità

Ma la fatina come ha fatto a venire, che piove?

Certe cose arrivano senza preavvisi, né difficoltà, né lamenti, contrattazioni, storie. Arrivano e basta. Come la fatina.
Patrick è seduto a fare colazione, si tocca il labbro, indica qualcosa, dice che gli dà fastidio. Oddio, questo sta male di nuovo – penso. Grazie, abbiamo già dato nel weekend.
Invece intravedo un puntino rosso, lì vicino al suo dito piccolo in allerta per cose che sembrano enormi. Il dentino è storto, lo tocco, dondola un po’.
È anche così, che cominciano le favole. Non lo sapevo.
L’aria si riempie di attesa fibrillante, mi sento vicina a un grande evento. È ora di prepararsi, di spiegargli come funziona.
Non so se sarà una fatina o un topolino. Mi aiuta Sarah, dice che la fatina è solo per le femmine. Reclama: “E a me non porta niente?”
“Una monetina anche per te, vedrai.”
Mi trovo incerta. Mi dispiace non dare al grande il suo meritato privilegio. Provo a spiegare a Sarah che anche lei perderà i denti, e riceverà la monetina che le spetta, ma non so farle bastare questa teoria senza tempistiche, non entra nella sua bolla di mondo fluttuante e sognante.
La giornata diventa speciale, il libro aperto su una storia nuova, piena di figure.
E verso sera, in men che non si dica, accade: mi chiama con urgenza, il mio folletto, dal divano. Accorro, non sono certa di aver capito. Patrick è in piedi, mi viene incontro con la manina aperta e quel piccolo tesoro nel palmo.
Guardo un istante, prendo il dentino, stritolo il mio bambino, gli dico che adesso è grande, grido un po’ per l’eccitazione, e mi scappa un velo di lucido dagli occhi. Quanta emozione in un frammento corporeo!
“Come è successo? Come hai fatto?”
Se lo toccava, e gli è rimasto in mano. Non ha avuto paura, né male. Un eroe, per me abituata al terrore di qualsiasi questione dentale.
“Adesso puoi bere con la cannuccia” commenta Sarah più tardi, indicando il buchetto in bocca al fratello. Rido, appoggiamo il dentino sul piattino di una tazzina da caffè, pronto da mostrare al papà.
La notte arriva presto, sorrido con Mathias: abbiamo messo un bicchiere di vetro trasparente sopra il prezioso reperto, non si sa mai che se ne metto uno di plastica la fatina non capisca che sotto c’è un dentino. Entriamo di soppiatto con l’impaccio felice dell’inesperienza. Mi sento una madre alle prime armi.

La mattina ci scroscia addosso: Patrick accorre in volo sul motore dell’entusiasmo.
“E il dentino dov’è finito?”
“L’ha preso la fatina” risponde fiero.
Sarah si sveglia, cerca sotto il guanciale. Poi trova una scatolina vicino al letto. Con una moneta uguale a quella del fratello. Balza su, luccica più di quel metallo logoro.
Resta soltanto da comprarci qualcosa. E da capire come ha fatto, la fatina, a venire se pioveva?

Qualcosa di nuovo?
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Commenti 2

  1. daniele

    tesorini! 🙂
    è bello leggere queste tue piccole storie, mi danno tanta forza per quello che verrà tra poco… 😉

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      vicky

      A volte puoi prevedere dove incontrerai difficoltà, altre no. Ci sono cose che ti sorprendono per la facilità, talvolta, per fortuna!

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