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Altre Verità

L’uomo alla porta

CHE TU DIRESTI: UN RAGAZZACCIO, UN TOSSICO, UNO CHE DORME ABBRACCIATO A UNA BOTTIGLIA. INVECE IL GRANDE PUFFO NO

 

Non posso lasciare troppo a lungo i sofficini sul fuoco. Bruciano. Poi scoppiano: lo sai che effetto fanno, quando esplodono?

Il campanello è suonato con un trillo veloce, gentile. Come chi vuole e non vuole, hai presente? Chi vorrebbe bussare ma poi si fa coraggio.

“Che palle.”
Corro alla porta.

Lo so, l’ho detto, sono una falsa-socievole, una reale-asociale. Non amo le sorprese, detesto gli imprevisti. E, diciamolo, le prime sovente somigliano ai secondi.

Non guardo dallo spioncino. A quest’ora non c’è bisogno. Ho visto qualche testa, avanti e indietro, dalla finestra della cucina. Il vicino, quello di sopra che di solito è fuori città. Chissà perché adesso è qui, magari rivuole le chiavi di Sky, il quadro dei raccordi sul muro di fuori.

Invece mi trovo un ometto coi suoi anni addosso, insieme a un nido grigio-bianco e ben composto di capelli gonfi. I suoi occhi di vetro mi arrivano sì e no al naso, manca il berretto ed è il Grande Puffo senza barba.

– Carino – si porta il dito al naso, guarda il mio piercing. – … L’orecchino. Peccato che è al naso.
Taccio.
– Sono tornato.

Non dice salve, buongiorno, sono tizio. Forse si chiama “Tornato”.
Non l’ho mai visto. Dice di essere già stato qui, vorrei correggerlo, lascio stare. Mi allunga un foglietto, lui nei suoi quaranta centimetri quadrati oltre lo zerbino, io di qua, le ciabatte da massaia sul gradino della soglia. Ha la forma di un mezzo A5, una cartolina tarchiata. La prendo per istinto, cerco le parole che dice, cerco Onlus.

– Stiamo raccogliendo soldi, per un’Associazione Onlus.
– No, guardi, io così, a vista, non do soldi a nessuno.

Adesso sbuffa, fa il galletto vecchio. Forse si crede simpatico. Lo frega il tono irritato.
– Sempre così, quando si tratta di dare soldi…

Che tu diresti: un ragazzaccio, un tossico, uno che dorme abbracciato a una bottiglia, che la moglie gli è morta su un traliccio della luce in un incidente infernale, e adesso sta aggrappato al sudiciume dei marciapiedi, ogni tanto s’alza, come le barche quando il vento solleva le vele, molla la bottiglia e pigia qualche campanello. Prova. Spera.

Invece il Grande Puffo no. Non sai se è qualcuno che lo manda, quale vita lo insegue, quale vela lo spinge. Dove.

Gli guardo il naso. Non so perché. Penso ai bambini salvati dall’Unicef, a Patrick di là che aspetta il suo sofficino. Quando ha compiuto un anno eravamo a Courmayeur, Mathias e io facevamo un giro in paese, le ultime cose, la torta. Ci fermano quelle due ragazzine col pettorale, il banchetto. Decidemmo che accanto al pellicano ingoia-palline gli avremmo regalato un bambino, un’adozione a distanza.

Lo facciamo già, qualcosa di buono, penso. Non glielo dico. Gli guardo quel naso a patata. Stona: c’hai il naso da buono, un naso come i nostri, dei Capra, una pallina di carne come quello di un clown scolorito. Però sei un impostore. Ti hanno dato la faccia sbagliata, puffetto.

Non gli è piaciuto che resto dove sono, le mani su quel foglietto vano, la stessa, impassibile espressione.

Aggancia i tre piccoli che porto al collo, le medagliette una per figlio.
– Quei tre lì… Glieli metto io, al collo.
– Lei è un pazzo, se ne vada.
Chiudo la porta, do la doppia mandata.

Di là i miei figli non si sono mossi. Si sono stretti come boa alle mie gambe, anche Patrick, nei suoi quasi 8 anni, stamattina. Quando il temporale picchiava la città. Ma adesso sono lì, col sorriso che gongola come un Jingle.

Dalla finestra non vedo nulla, l’uomo è sparito senza passare davanti, quasi ti chiedi se c’è stato davvero. Da dove esce, da dov’è entrato?
Poteva accadere per strada, potevo essere scema. Sono scema. Io sono ingenua, impreparata. Tutto sommato me la sono cavata.

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: ogni domenica una vetrina dei posts della settimana!

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Commenti 3

  1. giomamma

    un thriller….tensione….meraviglioso Maddalena mi hai tenuta sospesa…però che situazione da panico, con i bimbi in casa….mi dispiace, devi esserti spaventata!!!un bacio

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