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Altre Verità

L’emporio

PASSI UNA VOLTA DOPO L’ALTRA E TROVI LA STESSA SCATOLA VUOTA, LA STESSA BOCCA SPALANCATA E MUTA IN ATTESA DEL RANCIO

 

Mi fanno una certa desolata pena quei negozi che trovi vuoti nel bel mezzo della mattina.

In vetrina la signora ha sistemato tutto per bene, segue le festività, le ricorrenze con rigore scientifico e, intanto, fiabesco, ché confida nel piccolo miracolo aggrappato ora a un dormiente Gesù bambino, ora a una neve carnevalesca di coriandoli, ora a pulcini di pelo finto. E così addobba fedele le luci e le pareti, un sorriso gentile sulla pelle pallida.

Ogni tanto qualcuno si ferma, sbircia.
“Entrate, entrate pure!” li invita quella da dentro, con la voce o un gesto semplice, bambino. Come facesse la differenza… Allora vedi chi aveva già il suo da fare deciso, il programma della via, staccare il muso dalla vetrina, un no grazie sulla scia, e già alla prossima meta o alla prossima distrazione.

Chi invece indugia e quasi si fa convincere, magari entra per farle un favore. Osserva un po’ tutto, non ha bisogno di nulla, se non di mettersi quell’animo scalpitante in pace, perché essere invitati a entrare è come esser colti in flagrante, mi ha beccato, e non c’ho il cuore di dire di no. Però non compra niente.
Un pacchettino di caramelle alla cassa dove si accinge per pagare solo quelle, per non uscire com’è entrato. Dopo una serie ben composta e, pure, gettata a casaccio, di “carino questo”, “carino quello”. E infine la promessa del ritorno, la prossima volta, quando ho più tempo, quando viene quell’altra festa, quando ho dietro i soldi, ché adesso c’ho giusto cinque euro, vede? E gli mostri le tasche.

Passi una volta dopo l’altra e credi sia una coincidenza. Passi ancora, sta volta a un’ora insolita, e invece trovi la stessa scatola vuota, la stessa bocca spalancata e muta in attesa del rancio.

Dopo un pugno di stagioni ritrovi la bottega coi mobili spostati, i muri tinteggiati. Dove li ha presi, i soldi? E allora hai un breve sussulto, una simpatia.
Forse ha più successo di quello che pare, quel negozietto che sembra sempre domenica mattina, l’ora della Messa e nessuno per strada. Che quando un gruppetto folto di ragazzi o signore a braccetto coi mariti ci si ferma dinanzi l’hai sperato, che entrassero tutti insieme e le salvassero il mese. Forse l’hanno fatto, farfugli tra te e te. Ora il muro non è più bianco, il bancone è rivestito di oggetti nuovi. Però dentro c’è di nuovo, ancora, soltanto lei.

Sta in piedi, piantata in mezzo al locale con le braccia nelle braccia, conserte. Scruta la via, incrocia i miei occhi per un attimo. E, per un attimo, spero non mi abbia riconosciuta.

Perché sono anch’io tra quelli che sono andati subito, quando ha aperto, grandi promesse grandi aspettative. La roba costava il doppio di quello che spendi a un supermercato, però lei c’aveva quel sorriso lì, che dici anche se è pallida le guance sono una festa di vita. O forse allora un po’ di colore l’aveva, quello che adesso ha dato via, ha dato ai muri. I miei bambini toccavano e lei li lasciava fare. E poi c’ha dei figli anche lei, no, i miei sono grandi ormai, e poi il miele, quanto costa sto miele? Il panettone senza canditi: allora torno per Natale, d’accordo? E non sono più entrata.

Ha gli occhi appesi, come i lampioni sulla via. Come le luminarie quando Natale è passato. Aspetta che le torna la festa, aspetta che qualcuno o qualcosa le dica dai basta.

Non ci ho mai visto nessuno dentro, nemmeno più per una manciata di caramelle estratte da quel suo vaso di vetro.

A volte penso entro io, le compro tutto, anche se non è il mio genere. Poi lascio stare. Non mi interessa quello che vende, mi spiace. Però mi resta lei, la sua solitudine, questa bottega che ogni volta ci passo e la saracinesca non è ancora giù. Che un giorno sarà abbassata, un bel tucano nel mezzo del quartiere, un ibisco che sputa pistilli, un po’ di pulviscolo colorato sullo stipite accanto, sfuggito ai graffitari.

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: ogni domenica una vetrina dei posts della settimana!

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Commenti 4

  1. mrsbean73

    Che atmosfera sospesa e delicata hai saputo creare…me la immagino questa creatura sola e solitaria nel suo regno, nel suo negozio…vien voglia davvero di entrare, abbracciarla e acquistare quel che si può!
    Leggerti è diventato un piacevole appuntamento, davvero 😉 Buona serata!

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