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Intermezzi

La prima lucertola sul muro

Si slacciano le prime giacche, grandi ventagli di lembi aperti nell’aria, le mani sfrattate dalle tasche.
Odore di panni stesi che imbandiscono i muri delle case, tutti in fila su cavi che temono gli uccelli. La signora controlla che il sole basti, sono ancora umidi, saluta la vicina, aspetta.

Ma il sole ha già ritrovato un suo coraggio, sverna.

Fuori è rimasto un ricordo invernale nei capitomboli delle foglie arricciate, nella fanghiglia o nella terra dove lasciano corse i bambini. Nelle teste glabre degli alberi leggi, se vuoi, l’inconsistenza, l’incertezza di una stagione, la nostra stessa contraddizione. Di pieni e di vuoti, le prime bevute alle fontane e poi un tè caldo nelle caffetterie, le prime maglie sudate e madri che implorano rivestiti! Le prime righe incandescenti dalle persiane, i primi sorsi di sole serale. Ma anche le luci per la via, durante pentole sul fuoco.

Sbucano ciuffi nuovi di fiori e capelli, il berretto lasciato sulla panchina, accanto a margherite che aspettano un piccolo vaso. Le prime corse in bicicletta, scoprire come è cresciuta tua figlia, tutta in un inverno. La prima lucertola sul muro.

Finestre spalancate nei mattini di scuola, nelle campane di domenica, dimenticarle un po’ più a lungo, scambiare il mio col mondo, i nostri ossigeni e, pure, serrare ogni varco all’imbrunire, e rimboccare coperte fino al collo.

L’incertezza, la contraddizione.

Oppure, invece, la nostra stessa sostanza, foglie vecchie e germogli, chiusi e aperti, certezze e novità. Passaggi, stupori.

Qualcosa di nuovo?
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Commenti 2

    1. Post
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      Maddalena Capra Lebout

      Ciao Simo, io sono un po’ invernale e un po’ estiva, ho le mie espansività, e le mie chiusure introspettive, ci sono anni che quasi fatico ad aprirmi e starei chiusa nell’inverno. Ma quest’anno sento molto la gioia della fioritura 🙂

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