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I beffardi

La montagna, invece

NELLO STESSO IDENTICO POSTO IL PANORAMA PUÒ ESSERE DEL TUTTO DIVERSO, E SENZA BISOGNO D’ESSERE UBRIACHI

 

Dunque, non vorrei lamentarmi troppo perché a nessuno piace leggere le lagne di chi sta spendendo le ferie in uno chalet della Madonna. Ma nemmeno farvi eccessivamente invidia mostrando le amenità di questo villaggio francese. Però, a onor del vero, finora su sei giorni ne abbiamo avuti uno bello e cinque di merda.*

Avevo preparato un piccolo compendio nel quale mi divertivo a sfottere quegli sfigati allineati sulle spiagge come tanti polli in batteria gloriandomi delle varietà alpine, nonché una tabellina delle molteplici attività che possiamo fare in montagna quando piove.

Eccolo.

No, dico: tutte queste foto di marinari, di solito ben tagliate per evitare solchi cellulitici e/o esagerazioni senologiche.

Tratti di spiagge, un secchiello, una frangia di litorale. E poi: acqua. A destra, a sinistra, davanti: acqua.

E già va bene, ché se no c’è un pettine a denti fitti di ombrelloni, l’odore di crema solare del vicino, la musica dell’altro, il bimbo che sveglia il vostro, l’odore del tramezzino alla cipolla, i discorsi del tizio al cellulare, lo slalom per raggiungere il mare.

Ma non vi stufate?

La montagna, invece, offre l’estate senza il peso opprimente del caldo. Il fresco senza il peso opprimente dell’inverno. E vanta un’infinita serie di opportunità e caratteristiche.

  • Bellezza edilizia: perché abbandonare la città per finire in un condominio a dieci piani a due chilometri dal mare? E anche se fossero bungalow, quando vedo le pareti spoglie e le costruzioni tutte uguali mi prende un morso di tristezza. Le casette di legno e quei bei camini (=> di cui poi scopri l’utilità anche in agosto) hanno un fascino incomparabile.
  • Varietà di attività: dal trekking al pedalò, dall’arrampicata all’equitazione, alla bicicletta, al puro bagno di sole (=> ?).
  • Anche nel luogo più bello non trovo mai l’affollamento delle rinomate località balneari. => Se poi esci quando piove il mondo è tuo.
  • Varietà climatica: tra i 12 gradi e i 27 tutto è possibile.
  • Varietà paesaggistica: basta spostarsi di poco e lo scenario cambia completamente: prati, boschi, villaggi, laghetti alpini, rocce, ghiacciai, alture verdeggianti… => Ma la vera meraviglia è che anche restando abbullonati nello stesso identico posto il panorama può essere del tutto diverso, e senza bisogno d’essere ubriachi: come per incanto un pacchetto di nubi può annebbiare completamente la vista e cancellare anche la vacca che normalmente vedevi a dieci metri davanti.
  • Cambio vestiti almeno tre volte al giorno: improbabile o quasi impossibile passare una giornata intera vestiti allo stesso modo. A rotazione passi dagli shorts (o perfino il costume da bagno) alla giacca a vento.
  • Vestiti affastellati sulla sedia per ogni temperatura: conseguenza diretta di quanto sopra esposto, vorrai mica estrarre e riporre tutto sto ben di Dio ogni volta nell’armadio.

Cosa fare quando in montagna piove: Courmayeur vs Les Contamines

Osservare il cielo in attesa di cambiamenti e/o indizi, forti della certezza esperienziale che in montagna il tempo cambia spesso (i.e.: quando è bello dura poco). Osservare il cielo in attesa di cambiamenti e/o indizi, forti della certezza esperienziale che in montagna il tempo cambia spesso (i.e.: quando è bello dura poco).

Interrogare il leone in metallo appollaiato sul colmo del tetto, il quale dovrebbe fornire ragionevoli indicazioni sul tempo in arrivo. Cercare, in mancanza di leone, almeno un gallo o una freccetta, comunque in metallo, comunque su un tetto.
Rompere le balle ai nonni. Rompere le balle ai genitori.
Litigare. Litigare.
Spostare un divano con cautela. Giocare ai percorsi rivoluzionando l’intero appartamento.
Cercare il gatto della zia. Cercare lumaconi.

Guardare la tv. Guardare l’iPad perché i cartoni in francese i bambini non li capiscono.
Capire l’importanza dei quotidiani dinanzi a plotoni di mosche. Dare la caccia alle mosche muniti di apposita racchetta.
Cuocere e sparpagliare pasta e finte pietanze. Giocare al mercatino.
Mangiare un quadretto di misero cioccolato Milka. Mettere sotto un piatto. Oppure addentarlo furtivamente in cucina, il culo a sbalzo dal piano di lavoro. Mangiare cioccolato nella porzione di almeno due terzi di una tavoletta. Ogni tavoletta i Francesi la fanno di 200 gr. Di ogni tipo esistono almeno venti marche. Di ogni marca esistono innumerevoli varianti. Squisite.

Disponete metà della merce acquisita su divano prospiciente le deliziose nuvole basse, fornite alla prole eguale strumento, e sprofondate i denti nell’oro, le membra nell’ozio. Il maltempo non è mai stato tanto appagante.

Di fatto, però, a Courmayeur un tempo così stabilmente osceno è cosa rara, ché normalmente almeno una schiarita la vedi e non accumuli mai più di un paio di giorni di total black. E pensare che tra qui e là c’è di mezzo solo il Bianco: è incredibile cosa possa fare una catena (della sfiga).

Una mia carissima amica ha stilato pochi giorni fa una lista di giochi pocket per intrattenere i piccoli ma anche i grandi: utili per le attese, durante i viaggi e, sagge parole, nei giorni senza speranza. Malauguratamente ai miei figli il maltempo stimola riflessi incondizionati di “e adesso cosa faccio?” e il solo giochetto in scatola (memory) è stato estratto dal borsone una sola volta per una celere partita nella quale Sarah batte mater 12 a 3. Al quarto giorno di meteo proibitivo mi ritrovo mio malgrado a dedicarmi al sollazzo di passare l’aspirapolvere. Se continua così rischio di cimentarmi nella pulizia dei vetri (e qui ce ne sono tanti).

Quindi, per riassumere: tutte queste foto di montagna, di solito ben tagliate per evitare cumuli di nubi nere.

Boschi, malghe, prati. E poi: acqua. A destra, a sinistra, davanti: acqua.

* Definizione di “giorno di merda”: nessuno stralcio di azzurro, nemmeno un chicchino, nemmeno a cercarlo. Pioggia incessante anche per 12 ore di fila. Temperature: inferiori ai 14 gradi. Possibili raffiche di vento.

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: ogni domenica una vetrina dei posts della settimana!

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Commenti 4

  1. Silvia Fanio

    Sto preparando la valigia e so che ci aspetterà un tempo variabile dalla cacca al sole ma con temperature decisamente basse. Sto impazzendo a giocare a tetris per mettere tutti gli abiti sottovuoto e sognare di occupare meno spazio possibile…
    Che stress!!!
    La cosa che odio della montagna è il tempo instabile…

    1. Post
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      Maddalena Capra Lebout

      Addirittura sottovuoto? Be’, guarda, io fino a un paio di anni fa portavo per tutti dal costume da bagno ai k-way e pile e quando faceva freddo mi mettevo tutto addosso: maglia a maniche lunghe, pile, felpa e k-way uno sopra l’altro. Finché ho capito che era più furbo infilare in macchina anche una giacca a vento e buonanotte. Ché alla fine è inutile far finta che siccome è estate quella non ti serve: a Milano con le stesse temperature ho anche i guanti! In bocca al lupo, spero che il tempo sia meglio del previsto e che non si geli! Buona vacanza!!! :*

  2. Veronica “veramenteveronica” Alberti

    con me maddalena sfondi unaportra aperta aziunportone aperto- io adoro da semrpe la montgna e a dirti la verità sarei prontaa a trasferirmici subito….
    la montagna mi rigenera mida quella quantità di energia fruibile poi in tutto l’inverno. e ti assicuro che quando andiamo no stiamo fermi alla malga e no mi riposo ..ma mi diverto molto di più che a l mare ….si fannocose diverse forse e mi piace un sacco…
    viva la montagna

    1. Post
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      Maddalena Capra Lebout

      Bello, mi piace sempre trovare chi predilige la montagna come me! A me le energie non durano tutto l’inverno, ma la poesia e la gioia della montagna sono senza pari, unico neo: poi faccio fatica a venir via, la nostalgia è il (piccolo) prezzo da pagare 😉

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