Maternità

La danza sotto le mani

Siamo nel parcheggio di un discount, un posto qualunque, un posto poco romantico, quando mi metto a cercare. Rovisto nella mia testa, sfoglio le parole che di solito mi affollano, come un clochard alla ricerca di un tozzo di pane, un soldo, un’occhiata. Un incarto con gli avanzi, nella spazzatura. Come questi senzatetto, poveri reduci di vite asfaltate e nude che aspettano il cliente col carrello pieno, lo aiutano a caricare la macchina, poi implorano quell’euro rimasto nella fessura.
Mathias mi chiede com’è? Com’è sentire la piccola che si muove?
Ha le mani educate dai mesi e dai figli già nati: vorrebbe spingerle sotto, andare a pescare dove non può.
Ce lo porterei volentieri, e volentieri lo lascerei a metà, coi palmi aperti delle domande, l’attesa di quella monetina di risposta, parole che possano riempirli. Perché per poche cose vale la pena cercare. E per poche vale la pena non trovare.
“Un idromassaggio, ma dentro” gli dico dopo minuti di ricerca convulsa. “Un calcio in piscina, anche. Dipende.”
Un colpo di pinna, una bracciata, un’elica sottopelle. Una centrifuga.
Solletico, certe volte. Fastidio, altre, un dolore smorzato, sotto le costole. Si fa fatica a tradurre qualcosa che non si avvale del nostro senso più forte, la vista.
Buffo, dolce, disarmante, intimo, irritante, insistente, rassicurante, morbido, duro, vicino, nuovo. Sempre nuovo. Anche se l’hai sentito per mesi. Tradotto in sensi ritrova un po’ di giustizia, quella che può, una definizione possibile. È una felice inafferrabilità.
Metto la mano, sento da fuori. È poco, è germoglio di cui solo io ho le radici. Per poche cose vale la pena cercare le parole. Per poche vale la pena non trovarne.
Poi saremo, una davanti all’altra, la vista avrà il sopravvento: io addosso al germoglio, la piccola ancora radici nei suoi occhi ciechi. Sarebbe bello tenerli ancora chiusi, trovare un modo di registrare, adesso, questa danza, come si fa con una foto, un video, la traccia di una musica. Salvare la sensazione pura, il suo estratto viscerale, senza aggiungere altro.

Qualcosa di nuovo?
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