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Intermezzi

La caffetteria

Alta, secca, i capelli a carré, ma proprio a piombo, che non starnazzano nemmeno se ci starnutisci sopra. Certe persone lo vedi da subito che sono il copia incolla del portamento che si portano appresso. Si accomoda alla cassa della caffetteria, la sento che nomina una festa di scuola, mi aggancio perché a me quelle troppo imbastite mi fan venire la voglia di scucirgli l’orlo per dispetto.
– Ah, le feste!
Non ride. A dire il vero, nemmeno si volta.
– Io salterei direttamente da fine aprile a fine giugno. Pizzate, feste… E i regali alle maestre? Bah! 167 whatsapp perché adesso il regalo va fatto ogni anno. Ma dai.
Non ride. A dire sempre il vero, nemmeno si volta.
Mi passa dietro con un leggero fruscio. Il solo che denoti la sua muta presenza.
– Ah! Non mi dica che lei è insegnante.
– Sì.
Apre la porta ed esce.
Io chiudo la bocca. E rimango.

Qualcosa di nuovo?
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