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Maternità

Io passo il tempo

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Io passo il tempo a guardarti. Come si guarda un punto lontano, che non s’indispettisce. Come si guarda un punto così vicino, che ci affoghi dentro.

Io passo il tempo a guardarti quando siamo addossate, l’una all’altra. Magari nell’ultima coccola della giornata. Magari la prima del mattino.
Di poche cose, con rare persone, si può avere questo vezzo, questo privilegio.

Quando hai gli occhi pieni e scuri, fissi sulle mie pupille, spudorati i tuoi, spudorate le mie. Quando ti si fessura lo sguardo, pronto al pianto, o al riso. Quando giochi e ti sento dire “Amore” ogni due parole. Alla tua bambola, a uno stupido, minuscolo pupazzetto kinder, a quella Barbie coi capelli fucsia. E allora penso che non sto andando così male. Io passo il tempo a guardarti felice.

Io passo il tempo a fare con te. Lo stendino aveva i capi tutti ordinati da una parte. Dall’altra un fuso accatastato e informe di mutande. E lo sgabellino del bagno, salivi, mettevi, scendevi, prendevi, spostavi, risalivi. Un altro fuso di slip e calzini.

Io passo il tempo a ridere con te. Perché ti prendo in giro e tu sei ancora troppo bella per restarci male, e sei già molto saggia per capire l’ironia. Quando ti galoppo sulle mie gambe e sfotto il tuo gesto convulso di riaggiustarti i capelli. Quando ti mostro le ortiche in un libro, Attenta che vengono le bollicine: “Ma anche l’acqua fa le bollicine…” Io passo il tempo a ridere, e il riso passa da una all’altra.

Io passo il pranzo, con te. È così stupido che sembra inutile dirlo. Così abituale che è inevitabile amarlo. Quando non mangi finché non ho il boccone in bocca, anche io. Quando vuoi fare cin-cin con bicchieri di plastica che tintinnano muti. Quando mi cerchi oltre il piatto dove spilucchi troppo piano, e hai già incassato qualche rimprovero: “Mamma guardami”. Poi puntualizzi ma però mi fai un sorriso?

Io passo il tempo ad ascoltarti. Quando t’inventi storie, quando incominci i tuoi discorsi più assurdi, come impasti parole note con altre che hai rubato di nascosto. La tua deliziosa alchimia. L’altro giorno ti sei seduta a tavola, sei stata in silenzio un lungo secondo. Pescavi. Poi arrivi con la tua novità: “Oggi è una giornata perfetta!” Io passo il tempo a vedere che mi perfezioni.

Io passo il tempo ad amarti, a sentire che dici Mamma ti sono mancata, per dire che io sono mancata a te. A darti baci che già ti asciughi, a tenerti in braccio finché ancora ci stai.

Io passo il tempo. Non tutto… il mio tempo. Oggi ti ho rimandata mille volte. Domani, forse, ancora lo farò.
Ma io passo il tempo con te.

Il mio tempo migliore.

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Commenti 14

  1. Dindalon

    Il pranzo è una cosa che si dà per scontata, e invece non lo è. Uno degli ultimi giorni passati in esclusiva con la mia bimba, prima che iniziasse l’asilo, ho realizzato esattamente questo, che non avremmo più pranzato insieme. Un pezzettino di cuore ha fatto cric 🙁

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      Maddalena Capra Lebout

      C’è una bella differenza tra pranzare da sola e farlo con tua figlia, anche se è piccina, anche se t’interrompe, anche se lascia le cose a metà e se la sua compagnia non è quella che avresti da un adulto: anzi, forse è proprio per questo che la differenza è così grande. Com’è andato il rientro all’asilo? Sta bene adesso?

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  2. Veronica “veramenteveronica” Alberti

    passare il tempo a……
    è il passare il tempo migliore . non sempre è tutto il nostro tempo ma …… quel tempo pur scarso che sia è nostro…..
    almeno io adoro passare del tempo con loro anche se non se ne accorgono ….. li osservo ed osservo con piacere

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      Maddalena Capra Lebout

      Ciao Veronica… tu il tempo lo devi ben suddividere 😉 E presto arriverà un’altra “aspirapolvere” di tempo che però vi riempirà d’amore come tacchini ripieni. Bella e vera la cosa che dici, la penso anch’io: guardare anche quando loro non sanno.

  3. Mamma avvocato

    Mi hai commossa. Hai questa capacità di farmi venire le la rime agli o chi per la tenerezza scrivendo di una quotidianità semplice con i tuoi bambini, di piccoli eventi, dando ad essi l’importanza che meritano, che è meravigliosa. Ecco, io questo post non avrei potuto scriverlo. In questo periodo ho troppo sonno, sono troppo distratta e quindi lo guardò giocare, lo osservo dormire, parlo con luci e lo ascolto ma non riesco a ridere e giocare insieme come vorrei. Poi arriva la sera e penso ai momenti persi. Tu continua a guardarla, ad amarla, a ridere con lei!

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      Maddalena Capra Lebout

      Ma anche per me non è sempre così, anzi! Però ci sono momenti di forte slancio, e sono questi che mi danno la spinta e le parole. Comunque è più facile quando i figli sono piccoli, ancora vaporosi, nel loro mondo parallelo.

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