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EventiI beffardi

Io e il mio compleanno

UN’ALTRA RIMARCHEVOLE VERITÀ APPARIVA ORMAI EVIDENTE: IL MIO COMPLEANNO SAREBBE SEMPRE, INESORABILMENTE, CAPITATO A NATALE. E NATALE SAREBBE SEMPRE, INESORABILMENTE, CAPITATO AL MIO COMPLEANNO.

 

sleeper newborn baby in  Christmas Santa cap

La prima volta che mi sono resa conto con media maturità della sconcertante coincidenza tra il mio compleanno e Natale avevo sì e no dieci anni.

Nel teatro della parrocchia il mio ultimo fratello prestava il suo corpo seminudo e minuscolo alla recita della nascita di Gesù. Indovinate in quale ruolo. Io assistevo orgogliosa e ben mescolata e anonima in mezzo alla platea, quando, a fine spettacolo, il conduttore pensò bene di vivacizzare l’audience sorgendo con la domanda imbarazzante: “Chi di voi, del pubblico, ha il compleanno più vicino a Natale?”

Se ben ricordo c’era un premio, una bottiglia di vino, una qualche cosa da adulti che in ogni caso, anche fosse stata la casa della Barbie in scala uno a uno, non sortiva in me alcun effetto né procurava il minimo slancio. Pugnalata dalla parola “compleanno” ero interamente impegnata a fronteggiare due enormi paure:
1- Che mio padre dicesse lei, Maddalena, è nata proprio il 25!
2- Che mi toccasse salire sul palco.

Finì che mi beccai entrambe, se non sbaglio. Oppure questa parte l’ho sognata, come quando sogni che sei nudo, che la macchina non frena, o altre disgrazie intente a far luce sui buchi enormi dell’inconscio.

Da lì, tutto iniziò a essere piuttosto chiaro, nonché alquanto ripetitivo.

Tanto per cominciare non avrei mai avuto una festa con gli amichetti. Questo dovevo accettarlo. Fortuna vuole che mia madre non abbia mai organizzato festicciole nemmeno per i miei fratelli, però io ne ricordo una in terrazzo per mia sorella, e mille altre per i cugini che abitavano accanto. Ho sempre avuto milioni di feste: quelle degli altri.

Nondimeno, va anche detto, ero una femminuccia alquanto timida, nonostante ora si possa pensare il contrario. Forse avere il compleanno nel giorno più globalmente festivo per il mondo mi aveva da sempre assuefatta a una misteriosa abitudine all’anonimato. Perché, va detto anche questo, un’altra rimarchevole verità appariva ormai evidente: il mio compleanno sarebbe sempre, inesorabilmente, capitato a Natale. E Natale sarebbe sempre, inesorabilmente, capitato al mio compleanno. Non un giorno prima, non un giorno dopo, non contando le lune come a Pasqua. Non ogni quattro anni come il 29 febbraio, non a ferragosto che non c’è nessuno però non si sa mai.

Altra indiscutibile verità, che ben s’accoppia al mio nome: io sono merce rara. In vita mia ho conosciuto sì e no tre Maddalena, di cui una sbadiglia allo specchio ogni mattina e ogni tanto rutta a tavola. E in vita mia non ho mai incontrato qualcuno che avesse il compleanno nel giorno del mio. Né che azzeccasse la mia data.

– Ma va? Sei nata a Natale? Davvero? Ma… il 24 o il 25?
– Eh… il 26 o il 27.

Perché anche il Natale, poi, qualcuno si ostina a dire che è la vigilia, come il Capodanno. Ma la morale è che comunque se ti vuoi fare un giro con gli amichetti quando sei ragazzina, o col moroso quando cresci, la libera uscita ce l’avresti anche, ma il punto è che non ti si fila nessuno. Il problema non sono i miei parenti: sono quelli altrui, le loro tavolate, le loro feste.

L’altro must è la replica ironico compassionevole: “Ah, Natalina, quindi! Anche un mio amico (amico di un amico di un amico, insomma qualcuno nel mondo): lui il 19, però.”

Se dicevi Gesù Cristo era più pertinente.

Poi c’è la storia dei regali. Per tutto l’anno è il compleanno di qualcuno, e tu cerchi, vai, compri, impacchetti, celebri. Quando è il tuo turno tu comunque cerchi, vai, compri, impacchetti, celebri.

Infine, quando agonizzante arrivi al giorno G (non pensate male), devi sfoltire gli auguri ricevuti tra quelli di chi si ricorda e chi no. Quelli che ti puntano tra la massa parentale con un entusiastico Madda! Ma augurissimi! che quasi quasi ci credi, finché non puntualizzano “Buon Natale”. E anche ai più accorti che specificano A te auguri doppi (Buon Natale e Buon Anno), replicare sempre con un educatissimo, circostanziale “Buone feste anche a te.”

Insomma, chi di voi, al suo compleanno, deve rispondere agli auguri con gli auguri?

Non ci si abitua mai. Però non potrei immaginarmi altrimenti.

Alla fine la mia data è come me: vuole farsi ricordare, ama essere scordata. Cerca il protagonismo nella peculiarità, scivola volentieri inosservata.

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Commenti 7

  1. Gisella

    Bellissimo!
    Ne avevamo già parlato in altre occasioni di questo tema.
    Come ti dicevo, io conosco diverse persone che compiono gli anni il 25 dicembre. Se devo essere onesta, le ho sempre guardate con un po’ di tenerezza. E’ vero tutto quello che dici-
    Se può sollevarti… Sempre meglio che essere nata il giorno dei morti (o della Befana). Anche questa te l’avranno detta milioni di volte!!!
    Smack

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      Maddalena Capra Lebout

      Mah, io baratterei volentieri con la befana, già che invecchio. Ma… questi esseri speciali e un po’ sovrannaturali nati il 25, li hai sempre guardati con “tenerezza”, o piuttosto compassione? 😉

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      Maddalena Capra Lebout

      Devo conoscerli! 😉 Mah, guarda, i più intimi fanno regali in teoria doppi, ma diciamo che siccome magari non do suggerimenti o non ho particolari desideri, a volte ne arriva uno. Ma va bene. Quello che mi rincresce però è che, se non mi faccio venire in mente tutto quello che vorrei, poi non ho un altro puntello… cioè per un anno intero non ho altre occasioni per farmi regalare questo o quello (tranne che dal marito, anniversario nozze o festa della mamma). E poi, ripeto, quello che mi snerva è proprio il dover correre anch’io quando sarebbe il mio turno di stare sul trono!

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