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Maternità

Il Gruppo

LA VERA DISTANZA DA UN BAMBINO CHE PARTE PER SCUOLA-NATURA NON È QUELLA GEOGRAFICA

 

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Oggi sono crollata malamente.

Al terzo giorno senza di lei, all’ennesimo giro di whatsapp m’incrino.

Il gruppo. Questo l’avevo dimenticato. Regole non scritte, non si chiama, nessun contatto diretto col figlio, queste le danno per scontate. Per il resto… nulla. Messaggi affollati su piccoli schermi, riceviamo foto e video, la maestra è attenta, premurosa. La prima sera fa il giro dei letti.

“Buonanotte.” Salutano con la mano, saluta anche Sarah. Ognuno nel suo letto insolito, il copriletto arancione come quello che avevo io da bambina, ognuno un pupazzo, sbuca dalle lenzuola come una terza manina.

Il giorno dopo hanno fatto non so più cosa. Mi arriva una foto di piccole scimmie, banane a metà mattina sotto le nuvole.

Il gruppo.

Allora parte la raffica. Che bello tizio, che bello caio. Tenerissimi, che dolci. Tempeste di cuori.

La verità è che sei appesa a quello schermo idiota, e quando arriva una foto tu che fai? Cerchi. Va bene, uno sguardo veloce. Ma la verità è che se non trovi il tuo, di bambino, premi “cestino” e in un attimo liberi la memoria del cellulare.

Il gruppo pronto per la doccia. Il gruppo a pranzo. Il gruppo con la focaccia. Il gruppo disegna, cammina, si alza e dorme. Il gruppo va al cesso. Perché adesso mi arrivano anche i whatsapp delle famiglie stitiche, le madri che chiedono se la loro bambina ha fatto la cacca. Lanciano la domanda nel gruppo, non chiedono in privato alla maestra.

I nostri saluti non sono necessari. Tutte ridono, si commuovono, si innamorano per quei musi immortalati per noi. Sono io quella diversa, esco dal coro uniforme con una domanda banale: “Potete salutare i bambini da parte nostra, dire ti penso, divertiti, buonanotte?” A nessuno viene in mente. Che il bambino sta bene, ma ha diritto a sapere che i genitori lo pensano, che non è che l’han lasciato partire e adesso chi se ne frega, tanto si diverte. Il genitore esiste.

Allora un’altra sera abbiamo il consenso a una foto: ogni famiglia fa un selfie per salutare il figlio, carica l’immagine, la butta nel mare del gruppo. Il cellulare si riempie di foto di sconosciuti, genitori che incroci di sfuggita, gente che per la maggior parte nemmeno saluti. Adesso li hai in ciabatte e pigiama dentro al telefonino. Adesso li hai tutti. Solo che qualcuno era perplesso: oddio, e se poi il mio piccolo si emoziona troppo? Forse meglio non mandarla, la foto.

Non mandarla, fa come ti pare. Io Sarah la saluto.

La maestra saggiamente stabilisce che se uno solo si tira indietro lei non mostrerà le foto dei saluti a nessuno, per non penalizzare nessun bambino. D’altronde anche i buongiorno di baci che intasano lo schermo lei non può mica portarli, a tuo figlio. Chi baci?

E così parte un altro giro, si mescola ai pigiami e ai fratellini. Ho rischiato di non salutare Sarah (per quanto staticamente) perché M. non voleva emozionare T.

Sono queste, le cose che bisognava dire alla riunione. Questi i patti: ci state? Bene. Non ci state? Non mandateli. Invece ci vogliono 66 whatsapp. Il diritto di ogni madre è subordinato al bene del gruppo. Il diritto di ogni bimbo è subordinato al bene del gruppo.

Ogni bimbo è “gruppo”.

E adesso arriva l’ultima trovata: un lecca lecca per uno, per accoglierli quando tornano sabato.

Quale madre sacrificherebbe il suo momento per distribuire chupa chupa a bambini impegnati a correre tra le braccia della propria?

Quando vedrai il pullman sbucare dal fondo della strada, in quel momento esatto, non te ne fregherà un cazzo che tutti abbiano un regalino. Non te ne fregherà nulla di niente e di nessuno. Non vedrai un gruppo: vedrai tuo figlio. Tuo figlio finalmente tornerà a essere un individuo, e avrai l’onestà di dimenticare il mondo.

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: ogni domenica una vetrina dei posts della settimana!

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Commenti 2

  1. Gisella

    Insuperabile. È incredibile. La pensiamo sempre allo stesso modo. Sul pullman in curva poi, lo ammetto, mi è scappata la lacrima….
    Chissà che tuffo al cuore rivederla….

    1. Post
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      Maddalena Capra Lebout

      Ma davvero? Pensa che ieri, all’uscita whatsappiana delle bolle sono scoppiata (è stata la ‘bolla’ che ha fatto traboccare il vaso 😉 e la sola cosa che potevo fare era scrivere. Ho pensato vaff… se il mondo penserà che la prendo di petto. Sarò sola, ma sarò sincera. E invece ti trovo allineata con me, grazie, mi fa piacere! Sì, sabato saremo in fibrillazione!

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