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Altre Verità

Ci vuole una scusa per volersi bene

MAMMA, MA NON È CHE MI DEVI DIRE QUALCOSA? MI SPAVENTI

 

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Mia madre mi ha chiamato.

Ciao.

Mi esce una voce che gliela lascio in mano come un caffè bollente. Non sa bene come prenderla. Capita, che sei un po’ per i cazzi tuoi, poi ieri ci siamo sentite che era in macchina. Non lo sapevo, stava tornando dalla montagna con mio padre e mia zia, un giorno in anticipo. Ogni cosa che le dicevo se la mangiava l’autostrada, il campo disturbato, le interferenze di chissà cosa. Alla fine quando è caduta la linea è stato un sollievo.

Sono in cucina, perché sto sempre in cucina, perché c’ho quel terzo braccio annesso al corpo, il pc. Vuole riprendere da dove abbiamo lasciato. La donna delle pulizie… eh, sì, ti ho detto, no, non viene più.

Poi mi dice che c’ha l’arrosto.

– Non è molto, ci è avanzato un pezzo, ho pensato magari ti fa piacere.
Adesso sono io che sto a mezz’aria. L’arrosto, va bene.
– Ho pensato che potevamo mangiarlo lì…
Così finiamo di parlare visto che ieri è caduta la linea. Così ci vediamo che non ci vediamo mai. Così mangi qualcosa che ti piace. Insomma possiamo venire?

– Certo mamma, guarda che puoi venire anche senza la scusa dell’arrosto. Quando volete, non c’è problema. Ecco, solo che sabato c’è la sagra del quartiere, è un casino. Ma anche stasera va bene, quando volete.
– Ah, no, ma noi pensavamo adesso, a pranzo.
Ah, adesso?

Due ore più tardi bussavano alla porta. Isabelle, loro, io. Senza la piccola si tornerebbe a una formazione forse mai vista. Io madre di nuovo figlia. Io coi nonni di nuovo quasi solo genitori. Io senza la scorta (mio marito, i miei figli al completo). Quando mi ha proposto questo pranzo ho pensato che mio fratello e la sua neo moglie aspettano un bambino.

– No, il Marco no, non l’abbiamo più sentito.

Poi ho pensato che qualcuno stava male. Mio padre. Adesso mi dicono che il medico l’ha visto, gli ha detto che. Mia madre. No, lei ha una fibra di titanio. Ha sempre avuto malesseri ricorrenti, ma una grande sciabolata dalla salute no. Non me l’aspetto.
E per un attimo il cuore mi si è messo a lanciare sassi, dentro, mi è preso un colpo.

Mamma, ma non è che mi devi dire qualcosa? Va tutto bene? Mi spaventi.

Dopo pranzo ci siamo salutati dicendo che possiamo rifare un pranzo. Dicendolo perché certe ovvietà non sono ovvie affatto. Perché fuori dalle feste, dai compleanni, da qualche domenica a pranzo con tutti, non si mangia mai insieme. Mio padre mi chiede cosa mi piacerebbe: le lasagne?

E io non ho mica capito se scherzava o no.

Però ho capito che ci voleva l’arrosto. Che siamo sospettosi subito. Che ci vuole sempre una scusa per volersi bene.

Qualcosa di nuovo?
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Commenti 7

  1. Silvia Fanio

    perchè cresciamo e le priorità cambiano.
    ma in fondo siamo sempre le loro bambine e non smettono mai di amarci, nonostante tutto.
    e, a modo loro, ce lo dicono.
    anche se ci fanno innervosire come quando eravamo adolescenti…

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  2. LaVitaFertile

    Mamma mia che ansia… Viviamo sempre all’erta, eh? Che siano figli, mariti o genitori, siamo allenare a sentire piccoli segnali di cambiamento, perché le routine, anche quelle brutte come non vedersi o non parlarsi spesso, in fondo sono comunque più rassicuranti del cambiamento… Meno male che era solo una scusa e chissà che questa vostra routine in meglio e senza più necessità di scuse… Un abbraccio.

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