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Maternità

Certe madri

La fate facile.

Esce un articolo sul contatto col neonato, le ricerche scientifiche, il sano sviluppo. Ci voleva, perché una delle frasi più ricorrenti che ti strapazzano le orecchie mentre vorresti solo musiche d’angeli, è: “Lo vizi.” Cazzate riportate dagli anni settanta, come quei riportoni fasulli di capelli. Ci voleva.

Mi batto sempre anche io per questo tipo di cause. Volete che ve lo dica ancora? Siamo mammiferi. Nessun mammifero lascia i cuccioli in un’altra stanza. E se gli animali crescono in fretta e si allontanano senza strascichi emotivi, come potremmo pensare che un piccolo essere umano con un cuore emozionale che si sta formando, con uno sviluppo che rispetto agli altri animali è molto più lento… possa stare lontano da sua madre?

E allora: il grande applauso. A queste ricerche che finalmente riscattano l’alto contatto.

Ma se tra la folla si leva qualcuna incerta, stonata, che non si accoda al coro generale: siete pronte con i rinfacci, le fionde dell’accusa.

Ci sono figli che non sono solo la pelle rosata con cui vi incipriate.

Ci sono figli che urlano, frantumano i giorni e le notti. E ci sono madri che offrono braccia né più né meno quanto voi. Che, come voi, amano quelle lunghe appendici del cuore, e rimpiangono il cordone e la pancia in cui li hanno cresciuti, e sussurrano ti amo ad occhi liquidi che ancora non vedono. Madri che come voi allattano, come voi vegliano. Come voi annegano in quel minuscolo mistero.

Eppure non ce la fanno. Non sempre. Perché ci sono figli che non s’acquietano. Non hanno un solo intervallo, hanno un disturbo fisico, hanno più coliche. Hanno meno sonno. Sono più suscettibili. Hanno più bisogno. Sono semplicemente più impegnativi di altri. Oppure ha meno flessibilità la madre. E resta un piccolo varco, tra i due mondi, un’incrinatura. Che nulla c’entra con l’amore.

In quel 100% di fusione che declamate, nessuna di voi, di noi, neanch’io, ha mai dato il 100%.

Solo che il mio 70, il tuo 80, il vostro 90, arrivano ovunque. Mentre il suo 95, per qualche ragione… il 95 che può, non basta.

Smettete di dire che questi tempi non tornano: lo sa anche lei, che non tornano. Smettete di dire che è solo bello: lo sa anche lei, quanto è bello.

Smettete di dire che dovrebbe tenere sempre in braccio suo figlio: lo fa già.

Qualcosa di nuovo?
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Commenti 10

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      1. Giovanna

        Penso che il donare sia la caratteristica predominante della tua scrittura, sono sicura che lasci qualcosa a tutti quelli che hanno la fortuna di incontrare le tue parole!

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  1. Veronica “veramenteveronica” Alberti

    perchè quel legame per alcuni non è immediato …perchè quel pianto si trasforma in senso di inadeguatezza e non in mancanza di amore….. c’è una sottile line ad’ombra in ogni madre alcune non vedono la luce altre brillano ..il dovere di noi madri è supportare e non giudicare chi no ce la fa e tendere una mano in silenzio

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      Maddalena Capra Lebout

      Esatto. So che a volte si danno consigli in buona fede, ma vedo anche giudizi spietati. Ogni madre comunque fa del suo meglio, e ha già un suo bagaglio di sensi di colpa. E poi da un figlio all’altro le cose cambiano, io con Patrick ho penato molto, con Sarah è stato tutto molto più facile. Con Isabelle, ormai esperta, credevo di cavarmela senza grandi fatiche: invece era difficile. Anche se le dedicavo tutta me stessa.

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      Maddalena Capra Lebout

      Mi fa molto piacere che tu l’abbia letto, perché l’ho scritto qualche tempo fa ma leggendoti l’altro giorno mi è tornato in mente e l’ho pubblicato pensando anche a te! :*

  2. Silvia Fanio

    Per tutte le cose ci vuole il giusti mezzo.
    E ci dobbiamo ricordare che siamo umane. Che esistono loro con i loro bisogni e che ci siamo anche noi con i nostri.
    E, come sempre, l’equilibrio è precario.
    Oggi sto in piedi, magari domani cado. Ma mi rialzo perché mi sorregge l’amore, mi rimetto in sesto e ritrovo l’equilibrio.
    Le mamme hanno bisogno di amore, sostegno e coraggio.

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