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C’è 2 senza 3

FATE UN FIGLIO, DUE, QUATTRO, MA NON TRE. CHÉ L’ULTIMO TERZETTO VERAMENTE RIUSCITO È LA TRINITÀ

 

Vi è capitato di essere single nella vostra vita? Ovviamente sì. E ovviamente, se siete all’incirca della mia generazione, ai tempi non c’erano le porzioni nane di cibo ai supermercati, non era bello sentirsi soli, e di solito, per la ragione di cui sopra, si ingrassava. Quando scandagliavo i pub alla ricerca del candidato, quando lustravo la strada deserta delle domeniche mattina, quando mi abbracciavo due pesi da tre chili in palestra sperando che all’uscita avrei trovato improvvisamente Brad Pitt non sapevo:

il mondo non solo è fatto per i numeri pari, meglio ancora il numero 2. Ma questa irrimediabile verità ti colpisce anche da madre.

Di norma, quando siamo in giro, al ristorante Mc Donald’s, all’Ikea, insomma in quei posti che diventano punti focali del tempo “libero”, la domanda che mi sento fare è: “Tutti suoi?”

Allora prima faccio quel piccolo gesto retaggio anni ’90: un soffietto sulle dita e poi le strofino sotto la clavicola, poi dondolo appena il capo, tipo eh eh, fica, vero? Poi rispondo: “No: anche di mio marito.” Ché, da sola, nemmeno uno mi sarebbe riuscito.

I pargoli segretamente e inconsapevolmente complici, per una sorte di istinto filiale, giocano porgendosi oggetti e aiuto reciproco, rispettano la fila, stanno seduti a tavola, aspettano il loro turno per parlare. E il questionante resta incantato come tutti restiamo incantati quando vediamo le cime degli iceberg altrui.

Poi il mio amore per la verità notoriamente risale, e mi diverto a illustrare come il mondo sia concepito per due. Non per tre. Genitori inclusi.

  • I bambini fortunati hanno sia mamma sia papà: mentre giocano, escono, fanno le coccole, mostrano disegni, lavoretti, successi e conquiste. I bambini sfortunati sono 3: uno sta con mamma, l’altro sta con papà, il terzo è chi è arrivato tardi.
  • Le mani sono due: ogni volta che esci da sola uno dei tre deve attaccarsi alla tasca dei tuoi pantaloni.
  • I finestrini in macchina sono due: ti ci vanno dai dieci ai venti minuti di conta ininterrotta per vedere sotto a chi tocca (stare in mezzo).
  • Il letto a castello è concepito per due, i letti matrimoniali che magari trovi in vacanza come simpatici letti riassuntivi di prole ne lasciano fuori uno, che a ragion veduta si sente escluso.
  • Le confezioni di merende spesso sono da otto. 8:3 = è richiesto l’intervento materno.
  • Non è al momento possibile, salvo uniformità tra loro, essere equi nella distribuzione dei sessi: il che vuol dire che due saranno uniti dal genere, il terzo sarà inesorabilmente out.
  • I posti a tavola accanto al genitore d’elezione (che da nove anni sono io: gloria o condanna?) sono due, pure se mi ficco capotavola. Per un certo periodo mi sono premurata di fare a turni, il che risultava piuttosto semplice grazie alla memoria infallibile dei bambini: “Oggi a chi tocca?”. Ho smesso quando ho capito che: A- A ottima memoria si affianca una nascente abilità al bluff. B- Hanno cominciato a conteggiare anche chi sta davanti a me e i calcoli sono diventati algoritmi come nemmeno quelli di Fakebook (errore voluto). Ora mi affido alla lotta libera.

Insomma, da che mondo è mondo tre non è affatto un numero perfetto.

Fate un figlio, due, quattro, ma non tre. Ché l’ultimo terzetto veramente riuscito è la Trinità.

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: ogni domenica una vetrina dei posts della settimana!

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Commenti 10

  1. Lorenzo

    Ah, ah, ah!!!!!!!
    Bel Post. Mi sento preso in causa avendo tre femmine, quindi un punto è risolto. Peró hai ragione, specie per chi siede vicino alla mamma. Di letti a castello ci sono anche x3 (tutti sbattono la testa quando si svegliano). La più sfigata da noi è la “grande”, perchè la frase standard è “dai che sei la grande”. Frase molto odiata dalla diretta interessata. Comunque anche se tre non è più il nr perfetto, mi va benissimo l’imperfezione.
    Un saluto
    Lorenzo

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      Maddalena Capra Lebout

      Ciao Lorenzo! Tre femmine hai ragione , già ti risolve un punto: credimi, non è poco! Poi: credo che la rivalità tra sorelle o fratelli sia fisiologica. Ma i posti a tavola sono un casino, e il letto a castello per tre è ‘na cagata! Elogio all’imperfezione del 3, anch’io non tornerei indietro. 🙂

  2. Mamma avvocato

    Eh. Però il 2 non è sempre perfetto. Due insieme, gemelli, non è perfetto. Non a caso i parti gemellari sono una eccezione, ora l’ho capito. Comunque, si sopravvive, un po’ come i tre porcellini…la favola preferita mia e dei miei fratelli da bambini, non a caso neppure questo!

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  3. Noemi Bengala

    In effetti non ci avevo mai pensato a questa cosa. Il fatto è che io mi sono sempre sentita sola pur essendo due i figli in famiglia. Diciamo che lui aveva più bisogno di attenzioni, quindi in verità credo dipenda da situazione a situazione. Si può essere dispari anche quando si è pari 😉

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  4. Diana

    Ahahah! Mai, mai, mai pensato a questa cosa. Io ho sempre detto di volere tre figli, poi a due ho detto “sto bene, passo” 😂
    Però il tre resta il mio numero perfetto.

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      Maddalena Capra Lebout

      Davvero ne volevi 3? Allora puoi sempre provarci… Ste cose le scopri per forza, quando per esempio attraversi la strada e dici: “Datemi la mano” e poi vedi che uno viaggia libero.

  5. Alessia Pellegrini

    Ma io vorrei proprio averne tre, dici che letti a castello così sarebbero troppo pericolosi? 😀
    Però il tuo blog sembra proprio un bel posticino, sai?? Ora me lo guardo per bene 🙂

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      Maddalena Capra Lebout

      Esistono, praticamente chi dorme al terzo piano di un letto a castello triplo non può nemmeno sedersi, deve rotolare giù senza alzare la testa! Ciao Alessia, mi ricordo di te, ma tu quanti figli hai?

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