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EventiMaternità

Buon compleanno

“Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d’estate passate con te.”

 

Il lunedì era il giorno delle terapie.

Non mi piaceva. Non mi piaceva essere diversi. Diversi è la finzione di essere speciali. Sempre diverso rimani: la porta aperta sulla solitudine.

Mio padre ci portava, salivamo per la rampa, tuo fratello e io, la porta circolare che si apriva piano, l’ascensore che non arrivava mai.

– Schiacci tu?

Premeva il numero 3 con le sue piccole dita sempre sporche sotto le unghie, lasciavamo uscire qualche carrozzella, qualche camice sbottonato come ali spente lungo i fianchi, entravamo nella saletta. Il tempo di salutare, m’ero fatta una piccola cerchia di gente nota, appendevamo la giacca. Poi guadagnavamo il corridoio, quella lunga autostrada di linoleum con le bocche chiuse degli studi medici. Cercavamo una sedia dove sbriciolare cracker nell’attesa.

La consuetudine non è mai riuscita a cesellarmi. Avevo un non so che di strafottente, stonavo lì dentro, ci stavo come chi siede sul bordo di uno sgabello, pronta sempre ad andarmene, provvisoria. Sfidavo quegli aghi lunghi che dissuadono i piccioni dai davanzali, i primi odori di minestra, di ospedale, e tutte le brutte storie che carosellano in un posto del genere con un buon libro, una musica dal guinzaglio sottile del mio cellulare, facevo smorfie, lasciavo che la mia faccia fosse libera.

Per anni di te non c’è stata traccia. Nemmeno un sentore, un desiderio.

Quel giorno il libro mi annoiava, l’insofferenza era peggio di quegli aghi dei piccioni, mi fugava tutto, dentro. C’avevo voglia d’un fremito. Forse eri tu.

Mi calco i piccoli auricolari nelle orecchie, faccio zapping tra stazioni radio mal sintonizzate. E poi mi arriva lei, sconosciuta e inarrestabile, mi arriva come uno tsunami. Certe canzoni fanno due note e già ti sradichi. Viene il pianoforte e mi sale sulla pelle. Si arrampica e poi quando mi arriva sulla faccia mi prende un sorriso come uno stupore.

Chissà cos’era, Isabelle. Se la fantasia distorta di una donna folle. Oppure la folle verità delle tue prime cellule.

Le note correvano, turbinavano, e io restai basita mentre ogni cosa si sgretolava e prendeva vita.

Il corridoio, prima, cominciò a sollevarsi come un nastro, come quei nastri che agitano le ginnaste, ondeggiava. Poi i medici aprirono i camici, divennero angeli, ballerini comparvero dal punto di fuga, venivano tutti verso di me, schiumavano nella corsia, si lanciavano in piroette e poi atterravano sui ginocchi.

I fondali si schiusero, davanti a me le gole degli studi si spalancarono e dentro non c’era più un medico, né un tavolo: c’era una culla. Culline trasparenti, allineate, salgono acuti i violini, e sono nursery, quelle stanze!

Alle mie spalle volano eterni i piccioni, non è rimasto un paziente, una figura, sono sola e investita da questo spettacolo che mi prende, dondolo mani in questo compleanno, i ballerini sfilano pazzi, una mi arriva ai piedi in volata, m’invita a ballare. Anche il soffitto s’è fatto polvere, s’è fatta briciole ogni altra verità, il giorno che s’addensa là fuori, tua sorella a casa, tuo fratello che impara i fonemi e a vincere ignote paure. Si è fatta timida ogni altra paura. E io mi alzo. E ballo.

E in quel momento capisco. Che tu ci sei.

Quando mi chiederai di quando sei nata, ti dirò di quel 10 febbraio. Ma ti racconterò anche di quel giorno che ho capito che c’eri. Che mi sedetti da sola su quella sedia rossa. E, invece, ci alzammo in due.

Che nelle cuffie passava una canzone: “Buon compleanno bellissimo amore.”

Per te la suonerò milioni di volte.

soundtrack: Max Gazzè, Buon Compleanno https://www.youtube.com/watch?v=IctSIsCuNlY

Qualcosa di nuovo?
Ti avviso io: ogni domenica una vetrina dei posts della settimana!

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Commenti 16

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      1. Giovanna

        Di lettore. Mi riferivo al tuo ultimo post e ai tuoi interrogativi. Penso che non hai bisogno di un blog affollato ma di un editore che ti pubblichi. Alcuni dei tuoi post( come questo ad esempio) sono così grandi ed emotivamente coinvolgenti che soffocano dentro a questo blog. Non sei una blogger Maddalena, sei una scrittrice. Spero che passi quello giusto di qua, che ti porti via, che ti metta finalmente al tuo posto, tra gli scrittori. Se ho ben capito festeggiate il compleanno di Isabelle! Auguri di cuore

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          Maddalena Capra Lebout

          Ah! Eh, oh. Sono rimasta senza parole. Certo, io punterei lì, il blog è un mezzo, forse dirigo le forze anche in modo sbagliato. Con gli editori sto provando, ma è molto, molto difficile. Però questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, non investo in tecniche SEO e simili: il web writing non è il mio fine. Grazie, Giò… ps: sì, Isabelle ha voluto fare la torta con me appena alzata, le ho detto “non vuoi prima fare colazione? Guarda che poi hai fame.” “No, vojo fare la totta.” Al secondo uovo nella terrina già reclamava: “Ho fame, mamma!” Appunto. Comunque adesso la torta è fatta e cotta. Festeggeremo stasera con i fratelli e il papà. Grazie 🙂

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  1. Dindalon

    Mi incanti con le tue parole, ogni singola volta. Sono completamente d’accordo con il commento di Giovanna, come già sai. E aggiungo che non possono non accorgersi di te, Maddalena. È impossibile!
    Buon compleanno alla piccola di casa! 🙂

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  2. Piccole Mamme Crescono

    Le tue parole hanno sempre un grosso potere su di me…emozionarmi! Quelle emozioni che partono da dentro e ti fanno venire la pelle d’oca!
    …e non sono gli ormoni della gravidanza 😉
    Ti stimo molto per come sai mettere nero su bianco le tue sensazioni, per come scegli le parole…ed è vero…sei una vera e propria scrittrice!
    Augurissimi alla principessa 😘

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      Maddalena Capra Lebout

      Mi hai fregato! Stavo proprio per dire che tu sei in una fase iper-emotiva 😉 Sono felice di dare qualche piccola emozione, accanto alle grandi che, sicuramente, hai e vivi nella tua vita. Grazie!

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  3. LaVitaFertile

    Sei una poetessa, Maddi! Quei medici che piroettano e poi scivolano sulle ginocchia me li sono visti passare davanti agli occhi! haha, mi hai fatto ridere…e oggi ne avevo bisogno. Bacio.

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