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4 brevi pensieri pasquali

pasqua_wprn“C’è solo da sperare che Patrick abbia un uovo commestibile” è il primo pensiero che mi viene in mente riempiendomi le mani coi lavoretti pasquali di Sarah all’uscita della materna ore 16.21, dove campeggiano nell’ordine: un coniglio di pelo su carta, una girandola che lei sostiene con vigore non essere sua (“Sì perché io non avevo disegnato la farfalla qui” addita una delle braccia non girevoli del cartoncino sostenuto da un bastoncino dove, pare, hanno dunque apposto il nome Sarah prendendolo per suo), e un pulcino di plastica con un vasetto in cui sono stati adagiati con cura non 3 ma ahimè 2 ovetti di cioccolato.

Porca vacca c’è un uovo ma non è di cioccolata: il secondo pensiero.
Patrick mi raggiunge imbottito nella folla e nella giacca a vento, con tanto di guanti, sciarpa e forse non il berretto perché deve semplicemente averlo dimenticato (?): tra le mani il suo manufatto, bell’impacchettato come si conviene in una plastica scricchiolosa e pronto, come i colleghi della sorella, ad allinearsi sulla credenza.

Il terzo pensiero è un melodioso canto e controcanto cui sono ormai assuefatta: che meraviglia questi lavoretti, e dove cazzo li metto? Perché è la gloria e la tragedia delle festività. Non li confezionassero ci resteresti di sale, ché in fondo in quelle mani che impastano, colorano, incollano, scorre il pensiero di mamma e scivola dentro un sottile batticuore. D’altro canto hai già riempito gli armadi, e dire che la petite ancora non produce, domiciliata presso di me e, dunque, esente dal dovermi celebrare sotto la guida di maestre e ricorrenze.

Sui disegni siamo diventati bravi, con la “formula salles de bain approfittiamo di due metri e ottanta di pareti linde e disponibili, e via di quadretti sul piastrellato. Sembra poco dignitoso ai più insensibili, ma abbellire i bagni coi disegni e le dediche dei pargoli non toglie onore ad essi, semmai ne dà ai cessi (scusate la rima).

Quanto, però, alle composizioni in 3D, siamo ancora inesperti cacciatori di luoghi e compromessi. Nonché vittime di domande insidiose: ma se poi li butto, tipo ogni anno butto quello dell’anno prima… non è che dispiace più a me che a loro?

Il quarto pensiero: figlioli avete già dato il meglio nel breve tragitto da scuola a casa per la semplice sosta a un parchetto. Vi ho visto arrivare alle mani (e non l’avete imparato da noi). Vediamo di non estendere la via crucis a tutta quanta la durata di queste vostre vacanze: vi ricordo che è Pasqua. Pertanto chiamandovi a raccolta attorno a un pane e marmellata (così ascoltate senza ribattere) mi preme riportare la vostra attenzione su alcune semplici regole:

  1. Saranno delle belle giornate, ma non è che vengono belle da sole, e non è che siccome sono vacanze non ci sono regole.
  2. Faremo delle cose insieme e altre no. Avrete dei tempi tra voi (Isabelle ora può giocare con voi e si avvicina l’epoca in cui la pluralità filiale comincia, in teoria, a dare i suoi frutti in termini di libertà materna), e altri con me.
  3. Avrete via libera alla tv qualche momento alla tv, purché a volume massimo 5 (ché sono i momenti in cui mamma scrive).
  4. Se volete litigare fatelo dopo le ore 19 quando rientra papà oppure nel fine settimana.
  5. Non mi aspetto nulla perché quando lo faccio divento rigida. Mi basta che siate adorabili.

Qualcosa di nuovo?
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Commenti 19

  1. giomamma

    io ho inaugurato male quest’ inizio di vacanze pasquali….anch’io vorrei che fossero adorabili….ma quant’è fragile questo equilibrio….ti auguro di passare vacanze serene….noi ci proveremo con un uscita fuori porta a Monaco…chissà che la novità non spezzi per un pò la routine…..ah!!!!!!! per i lavoretti ho risolto….ora abbiamo finalmente una cantina!!! ti bacio Maddalena, buona Pasqua a tutti voi!!!!

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  2. Gisella

    Mitica! Tutto vero. Vogliamo parlare di quando scoprono che hai inavvertitamente cestinare un lavoretto???
    😊
    Io Mr lo sento. … saranno delle giornate di vacanza fantastiche!!!

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      Maddalena Capra Lebout

      Li butti di nascosto? E i mucchi di disegni? Certo, la formula-bagno, ma cavoli a fine anno la Sarah mi arriva con le stuoie, pannoloni di disegni arrotolati, una vera sfida alle più comuni leggi spaziali e al senso del dovere. Buone vacanze cara!

  3. LaVitaFertile

    Hai mai chiesto a loro cosa ne vorrebbero fare? Giusto per fare un esperimento…Dopo aver abbondantemente spiegato il tuo dilemma, tenerli perchè sono carini e buttarli perchè ingombrano, senti cosa dicono loro, magari se ne vengono fuori con una soluzione creativa cui non avevi pensato (e magari anche utile)!
    😉

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      Maddalena Capra Lebout

      Eh eh, cara Carmen, in effetti è un buon suggerimento, ma se mi dicono ‘buttali pure’ (molto improbabile) non so se ho il coraggio di farlo. E se mi dicono ‘ma io voglio tenerlo!’ per ogni brandello che abbiano prodotto anche fuori ricorrenza (altamente probabile), a quel punto chi mi salva? 🙁 Però ci proverò, hai ragione…

      1. LaVitaFertile

        Si, hai ragione…è rischioso… Pensavo che, ma dipende molto dalle diverse età, spiegare loro la situazione e dargli la possibilità di negoziare (che non vorrebbe dire far decidere a loro, ma solo considerare la loro opinione e vedere se si può arrivare ad un compromesso) fosse una cosa interessante da provare. D’altronde, non sono io che poi devo gestire le reazioni disparate che potresti ricevere, hehe 😉

  4. Gisella

    Ehm… Oddio… Come dire… Insomma… non è che io li butti tutti in spazzatura… Tanti lavoretti li ho portati in ufficio. Alcuni, quelli più ingombranti li ho lasciati in eredità ai nonni, che li hanno sapientemente collocati in bella vista. Di alcuni disegni di Dudi ne ho fatti quadri…
    Però converrai con me che con tre figli e neanche 90 metri quadri di abitazione… Tutto tutto non si può tenere! Qualcosa, ahimè, è finito in spazzatura…

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      Maddalena Capra Lebout

      Poi conta che scrivono e disegnano a casa, tipo un quadernone al mese… questi accettano di buttarli: nuovo quadernone, via il vecchio. Ma quelli fatti a scuola… alcuni sono dei must, salvi al tempo, altri obbediscono alla logica dell’anzianità, dopo un po’ il distacco è più facile 🙂 Quindi ti capisco, credo nessun genitore sia esente da queste questioni.

      1. Gisella

        Infatti… A me spiace buttare. Ma alle volte non posso fare altrimenti… Alcuni lavoretti, poi, sono obiettivamente mostruosi!!!!!!!!

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          Maddalena Capra Lebout

          Uaaaaaaaaaaa, sul “mostruosi” mi hai sbottonato una sonora risata! Evviva l’onestà! E, per le più sensibili, vorrei ricordare che molti, moltissimi lavoretti, invece, ci emozionano fino alle lacrime.

          1. Gisella

            Siiiiii…. il primo lavoretto di Dudi ce l’ho sulla scrivania dell’ufficio…. Risale a sei anni fa. L ha fatto ai tempi del nido. Era ancora una piccola pulcina…. Trattasi di un piattino fondo di plastica dipinto di giallo e ornato con roselline di carta pesta con tanto di frase strappalacrime per la festa della Mamma. Non lo butterei nemmeno sotto tortura…..😊

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            Maddalena Capra Lebout

            Sette e mezzo. E che cavolo… ne ho tanti, giuro, ma dire che ne ho uno del nido no… hmm. Un cuore coi bottoni, ma è dell’anno scorso, non vale. Poi alcuni di natali passati, poi disegni vari, suoi e di Sarah. Ma non un vero e proprio masterpiece 🙁

  5. Daniele

    I punti 4 e 5 sono i migliori!!! :-)))))
    Comunque ho preso nota di tutto per quando cresceranno i miei 😉

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      1. Daniele

        si , hanno già iniziato a litigare! per un giocattolo o per chi si siede su uno dei due seggioloni IDENTICI !!
        in effetti mi consolano le tue esperienze, mi fanno sentire meno solo 😉

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